«Un linfoma e la mia vita è crollata come un castello di sabbia. Ma l’ho ricostruita»



Caro Umberto,
Grazie per quello che hai scritto e per aver voluto condividere le tue riflessioni e le tue emozioni. Ho letto più volte la tua lettera che mi ha commosso profondamente. Ho riflettuto a lungo se risponderti. Ma poi ho pensato a quanto poco si parli di cosa significa vivere la malattia e della trasformazione che avviene nella vita non solo del malato ma anche di chi gli è intorno. Nel leggere il racconto della tua malattia ho visto, riassunta in tre parole chiave: positività, amore,determinazione, anche la mia esperienza. Io la malattia l’ho vissuta come mamma di un bambino piccolo e sono entrata insieme a lui in quello che nella mia mente era l’anticamera dell’inferno, il reparto di oncologia pediatrica. Ed invece in quel posto dove il dolore è assoluto ho trovato anche pace, amore, solidarietà, forza, speranza, fede. Tutte le mie certezze, le ambizioni ed i progetti come hai scritto tu, si sono sbriciolati in un attimo davanti alle immagini di una Tac. La vita come io l’avevo conosciuta e vissuta fino ad allora è finita in quell’attimo. Ma ne è iniziata una nuova, sicuramente difficile, ma dove ogni attimo è prezioso e deve essere vissuto in modo pieno e con gioia, dove non c’è tempo per i sentimenti negativi, dove l’amicizia e l’amore sono doni meravigliosi e che arrivano talvolta dalle persone più inaspettate. La malattia spaventa tutti, chi la vive e chi è accanto, perché costringe a rivedere se stessi ad accettare la propria precarietà e il limite. Non è facile, non siamo abituati a farlo e tanto meno a parlarne. La malattia ti scardina nel profondo ma ti dà anche la grande opportunità di avere occhi nuovi ed un cuore nuovo. Ti dona anche momenti di gioia e tenerezza infinite che in altri momenti non avresti neanche percepito. E soprattutto ti dona la capacità di accogliere il dolore degli altri, capire quanto un abbraccio, un pensiero gentile, una parola affettuosa rendano il dolore della malattia sopportabile, alimentino la positività e la determinazione di farcela. L’amore dei miei cari, degli amici e di tutti coloro che hanno avuto pietà per me ed il mio bambino è stato il sostegno, invisibile ma certo, che mi ha dato la forza per combattere per la salute di mio figlio e dargli allegria, amore, risate e gioia anche quando pensavo di non avere più nulla dentro di me. Penso sia importante sottolineare questo: quanto è importante per il malato continuare a vivere la propria vita, alimentare i propri sogni e progetti, crearne di nuovi. E che potere immenso ha un sorriso condiviso. La malattia di mio figlio mi ha dato una consapevolezza diversa della malattia e mi ha costretto a rivedere tutte le mie priorità, ma mi ha trasformato in una persona credo migliore. È quello che auguro a te: un nuovo inizio con occhi nuovi e cuore nuovo, in modo che ogni giorno sia un giorno speciale.
L.

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