Tumori, così si può (e si deve) recuperare il tempo perduto a causa del coronavirus

Ogni giorno in Italia circa mille persone scoprono di avere un tumore. In tutto sono tre milioni e mezzo i connazionali che vivono con una pregressa diagnosi di cancro, più o meno il cinque per cento della popolazione. A loro, ai familiari e caregiver è dedicata la Giornata nazionale del malato oncologico, che la Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (Favo) celebra ogni anno nella terza settimana di maggio.«Per la prima volta da quando è stata istituita 14 anni fa, le oltre 500 associazioni diffuse su tutto il territorio nazionale che costituiscono la Favo non potranno riunirsi insieme a Roma – dice Francesco De Lorenzo, presidente della Federazione -. Purtroppo, quest’anno l’epidemia di Covid-19 ha reso impossibile celebrarla nelle forme che da sempre la caratterizzano. Ma abbiamo ritenuto importante non far passare sotto silenzio la tempesta che si è abbattuta in questi mesi sui malati di cancro, visto che secondo i dati dell’Isitituto Superiore di Sanità ben il 16% dei decessi registrati durante l’ermergenza SARS-COV-2 ha riguardato persone con una diagnosi di cancro. Così Favo ha deciso d’impostare la 15esima Giornata 2020, celebrata in modo virtuale domenica 17 maggio, principalmente sulla disseminazione di un Documento programmatico sull’oncologia, promosso da noi e realizzato in collaborazione con le principali società scientifiche che rappresentano medici oncologi (Aiom), chirurghi (Sico), radioterapisti oncologi (Airo), infermieri (Fnopi) e psico-oncologi (Sipo) per superare l’emergenza Coronavirus e favorire il ritorno immediato alla normalità delle cure».


Il documento programmatico: una guida concreta per la fase 2

Nel Documento i pazienti e le società scientifiche si uniscono nella richiesta alle Istituzioni interventi urgenti

, «perché i tumori non sono meno gravi del Covid-19 e ulteriori ritardi nella programmazione dell’assistenza rischiano di compromettere le possibilità di sopravvivenza di migliaia di malati oncologici – sottolinea Elisabetta Iannelli, segretario nazionale Favo e vicepresidente dell’Associazione Italiana Malati di Cancro (Aimac). Per questo, con Aiom, Airo, Sico, Sipo e Fnopi (Europa Donna Italia e IncontraDonna hanno aderito in rappresentanza di numerose altre associazioni di volontariato), abbiamo stilato un Documento programmatico che vuol essere una guida concreta affrontare la cosiddetta fase 2 e che tocca diversi punti cruciali: potenziamento della telemedicina, delle cure territoriali e dell’assistenza domiciliare, incremento del numero di interventi chirurgici, aggiornamento del parco tecnologico nazionale degli apparecchi di radioterapia, riattivazione urgente di tutti i programmi di screening, eliminazione degli ostacoli burocratici per ottenere le tutele sociali ed effettiva realizzazione delle Reti oncologiche regionali, con investimenti importanti nella medicina di precisione». Sul sito di Favo è disponibile sia la versione integrale del Documento sia alcuni interventi video dei rappresentanti delle società scientifiche e organizzazioni coinvolte: di Francesco De Lorenzo, del presidente di Aiom Giordano Beretta, del presidente di Airo Vittorio Donato, del presidente di Sico Alessandro Gronchi, del presidente di Sipo Marco Bellani e del portavoce di Fnopi Tonino Aceti.

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