Tumori, a causa della pandemia diminuiscono le sperimentazioni

Creare una rete di tutti i centri che fanno ricerca clinica

«È arrivato il momento di avviare un programma nazionale per la ricerca oncologica — sottolinea Carmine Pinto, presidente FICOG —. A causa del coronavirus ci aspettiamo nei prossimi mesi ancora difficoltà a promuovere nuovi studi, a trovare risorse e nella comunicazione e informazione dei pazienti. Andrà poi limitata, il più possibile, la migrazione dei malati da una regione all’altra e andranno previste alcune attività di assistenza da remoto per ridurre gli ingressi nelle strutture sanitarie. Come FICOG ribadiamo la necessità di una rete nazionale di tutti i centri che svolgono ricerca clinica. Grazie a una maggiore condivisione, in tutta Italia, di progetti e risorse si potrebbe favorire il proseguimento della ricerca oncologica che da sempre è uno dei fiori all’occhiello del nostro Sistema sanitario nazionale. Si può prendere a modello quello che già avviene negli Stati Uniti, dove esiste un piano nazionale che indirizza i progetti e quindi le risorse economiche e umane evitando frammentazioni. Occorre quindi un deciso cambio di marcia in una strategia unitaria, coordinata e condivisa. Così potremo meglio gestire le risorse umane ed economiche e realmente facilitare l’accesso dei pazienti agli studi in tutto il nostro Paese». Un’indagine condotta dalla FICOG presso le oncologie italiane, ha evidenziato che nel nostro Paese in pochi mesi le sperimentazioni cliniche sono diminuite di circa il 35% a causa sia dell’impatto dell’emergenza Covid-19 nelle strutture sanitarie, sia del lockdown.

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