Tumore al polmone e fumo: il rischio non è uguale per tutti

Alcuni fumatori rischiano più di altri di ammalarsi di cancro ai polmoni. Quali? E cosa fare per individuare l’eventuale malattia agli esordi, quando è possibile salvare la vita dei pazienti? Quali controlli eseguire nelle persone maggiormente in pericolo? Da anni i ricercatori di tutto il mondo cercano di dare una risposta a queste domande e alcuni responsi importanti arrivano da uno studio italiano, presentato oggi nella sessione plenaria (la più importante) della Conferenza mondiale sul tumore del polmone dell’International Association for the Study of Lung Cancer in corso a Barcellona.

Il più letale fra tutti i tumori

Numeri e statistiche non lasciano scampo: «Il tumore ai polmoni resta un big killer: è il più letale fra tutti i tipi di cancro e, con 41.500 nuovi casi diagnosticati in Italia nel 2018, si colloca al terzo posto nella classifica dei più diffusi – spiega Giorgio Scagliotti, direttore dell’Oncologia all’Università di Torino e presidente dell’International Association for the Study of Lung Cancer (Ialsc) -. A causa della scoperta tardiva della malattia purtroppo soltanto il 16 per cento dei pazienti è vivo 5 anni dopo la diagnosi. Anche se, con le nuove terapie, si sono aperti nuovi scenari per la maggioranza dei malati (quasi 8 su 10) che presentano metastasi fin dall’inizio del trattamento».

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