Torna la sifilide, diagnosi in crescita del 70 per cento

Sesso a rischio

I dati indicano che circa due terzi dei casi si sono verificati fra uomini omosessuali, il 23 per cento fra uomini eterosessuali e il 15 per cento fra le donne; la proporzione delle diagnosi in uomini gay varia da meno del 20 per cento in Lettonia, Lituania e Romania a oltre l’80 per cento in Francia, Germania, Irlanda, Olanda, Svezia e Regno Unito. «C’è tuttavia una relazione chiara fra comportamenti sessuali a rischio e sifilide: l’aumento di infezioni che vediamo in Europa è il risultato di elementi come il sesso non protetto, la tendenza ad avere partner sessuali multipli e la ridotta paura del contagio da HIV», spiega Andrew Amato-Gauci, direttore del programma ECDC su HIV, epatite virale e malattie sessualmente trasmesse. «Per invertire la rotta dobbiamo puntare su campagne per il sesso sicuro e promuovere regolari test per la sifilide e altre malattie sessuali fra gli adulti, in particolare fra chi ha comportamenti a rischio». Stanno invece continuando a diminuire i casi di sifilide congenita, trasmessa cioè dalla madre al bambino durante la gravidanza o il parto, soprattutto nell’Est Europa. «Serve però non abbassare la guardia perché in Europa Occidentale il tasso di sifilide congenita è lievemente aumentato: screening durante la gravidanza e interventi per tenere sotto controllo i contagi nella popolazione eterosessuale sono perciò fondamentali per mantenere bassi i tassi di sifilide congenita in tutto il Continente. Diagnosi e terapia della sifilide sono semplici ed economiche, se invece la malattia non viene trattata può portare a complicazioni gravi e favorire la trasmissione dell’HIV», conclude Amato-Gauci.

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