Sul Corriere Salute: i guariti. Lo stigma e gli ostacoli, fisici e psichici

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La malattia è superata, il paziente sta bene, tutti possono tirare un sospiro di sollievo. Di solito è così, ma talvolta c’è un’ombra a oscurare la felicità di chi è guarito dal Covid: lo stigma legato proprio alla patologia, quella strana aura di sospetto che circonda chi è stato malato e finisce per condizionare i suoi rapporti con gli altri. Non c’è niente di razionale in questo atteggiamento, anzi: chi ha affrontato e superato il virus è una persona più «sicura», a quarantena finita, ha presumibilmente sviluppato le sue difese e presumibilmente non contagia più. Eppure può capitare che venga guardato con sospetto «perché non si sa mai». Una situazione psicologicamente pesante, che si traduce in un percorso a ostacoli per tornare alla vita normale.
Non è certo la prima volta che si ha a che fare con quella sorta di lettera scarlatta della malattia, tanto che l’Oms e l’Istituto superiore di sanità (www.iss.it) hanno già fatto circolare le regole per contenere il fenomeno che potrebbe creare parecchi problemi a chi già è uscito da un’esperienza difficile e che ora rischia di dover subire anche le paure irrazionali di colleghi e vicini di casa.

Timori irrazionali

«Da sempre in situazioni simili si attivano timori ancestrali, di protezione di sé e del proprio nucleo ristretto. Si tratta di processi psicosociali atavici, come la ricerca del capro espiatorio e la caccia all’untore, che si mantengono anche in contesti contemporanei» riflette Valentina Di Mattei, psicologa clinica dell’Ospedale San Raffaele e professore associato dell’Università Vita Salute San Raffaele di Milano. «Le condizioni maggiormente a rischio di stigmatizzazione sono proprio le malattie contagiose (soprattutto se la colpa dell’infezione può essere ricondotta a un comportamento dell’individuo) ma non solo, spesso lo diventano anche le patologie terminali e degenerative o associate a evidenti sintomi fisici. Nel caso della pandemia attuale, la fonte primaria di stigma è rappresentata dall’elevato grado di contagiosità e dal numero di morti legate a questo virus».

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