Rischio di cancro: le tinture per i capelli fatte a casa sono sicure

Tornate in grande spolvero in tutto il mondo durante il lockdown, le tinture per capelli «casalinghe» vengono utilizzate ogni giorno da milioni di persone che possono continuare a optare per il colore che preferiscono in sicurezza perché non c’è pericolo di cancro, come confermano i risultati di un nuovo studio americano da poco pubblicato sulla rivista scientifica British Medical Journal.Dopo aver analizzato i dati relativi a oltre 117mila donne raccolti al Brigham and Women’s Hospital and Harvard Medical School di Boston, seguite per oltre 36 anni, i ricercatori hanno concluso che non sussistono evidenze di un possibile legame fra l’uso di tinture permanenti e la maggior parte dei tumori.


Lo studio su 117.200 infermiere

Indagini precedenti avevano sollevato dubbi sui possibili rischi cancerogeni

di alcune sostanze chimiche contenute nei prodotti e ipotizzato che le tinture permanenti per capelli e i prodotti liscianti potessero aumentare le probabilità di sviluppare in particolare un tumore al seno, ma gli esiti non sono mai stati considerati definitivi e in grado di dimostrare con chiarezza un legame fra colorazione della capigliatura e neoplasie. I ricercatori hanno studiato per anni senza arrivare a prove conclusive sul fronte dei «consumatori», mentre già nel 2010 l’esposizione lavorativa per i parrucchieri ad alcuni composti è stata catalogata fra i «probabili cancerogeni» dagli esperti dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC).Ora i ricercatori statunitensi hanno esaminato le informazioni su 117.200 infermiere reclutate per una vasta indagine al Brigham and Women’s Hospital e, nello specifico, non è emerso alcun nesso causale fra i prodotti per capelli comunemente utilizzati a casa e il cancro a vescica, cervello, colon, rene, polmone, sangue, pelle e seno.«Per la maggior parte delle neoplasie non abbiamo rilevato differenze fra le donne che abitualmente, per anni, si tingevano i capelli e quelle che non lo facevano» hanno sottolineato gli autori. Un lieve aumento del pericolo è stato registrato per il carcinoma cutaneo a cellule basali (specie per le donne con chioma naturalmente chiara); per il tumore dell’ovaio; per tre tipi di cancro al seno (con i recettori per gli estrogeni negativi, recettori ormonali negativi e recettori di progesterone negativi) soprattutto in colore che hanno dichiarato d’aver fatto largo uso di tinture; per il linfoma di Hodgkin, ma soltanto nelle donne con capelli scuri (per cui si ipotizza una maggiore concentrazione di ingredienti).

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