Ragazzi, smettete di fumare: è un grande affare (anche economico)

L’indagine: se aumenta il prezzo i tabagisti smettono

L’indagine è stata condotta da AstraRicerche a marzo 2020 su un campione rappresentativo di 654 ragazzi fra i 15 e i 19 anni. «In Italia il numero di teenager che fumano resta alto: il 40% degli interpellati dichiara di fumare, almeno ogni tanto — dice Roberto Boffi, responsabile della Pneumologia e del Centro Antifumo all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e membro del Comitato scientifico di Fondazione Veronesi per la lotta al fumo —. Un dato impressionante, ma che stupisce meno se si considera che oltre la metà degli intervistati ha almeno un genitore che fuma. Due studenti su tre trovano un tabaccaio entro 300 metri dalla scuola. Moltissimi non percepiscono di essere oggetto di strategie di promozione e di marketing (meno della metà avverte la promozione dei prodotti in eventi o luoghi di ritrovo, sui social network come Instagram; solo il 40% la nota nei videogiochi, film, video musicali). Da qui nasce la proposta di Fondazione Veronesi: aumentare il prezzo di sigarette e tabacco è la prima misura efficace per ridurre i consumi, specie fra i giovanissimi, ma anche fra gli adulti». La prova? Se il prezzo di un pacchetto raddoppiasse, il 57% dei ragazzi dichiara che smetterebbe e il 40% cercherebbe di ridurre il numero di sigarette quotidiane.

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