Progressi contro il cancro al colon: l’immunoterapia allunga la vita nei malati più gravi con metastasi

Potrebbe cambiare l’attuale terapia standard per il tumore del colon, uno dei tumori più frequenti in Italia che, solo nel 2019, ha fatto registrare oltre 49mila nuove diagnosi nel nostro Paese. Gli esiti di uno studio presentato oggi al Congresso della Società Americana di Oncologia Medica (ASCO), al quale hanno partecipato anche ricercatori italiani, indicano infatti che l’immunoterapia somministrata in prima linea ai pazienti con metastasi (e con «instabilità dei microsatelliti», caratterizzati da un grande numero di mutazioni e con prognosi sfavorevole) raddoppia il tempo libero da progressione di malattia: ovvero, terminata la cura con il farmaco immunoterapico pembrolizumab, prima che la neoplasia si ripresenti e ricominci a crescere passano, in media, 16 mesi e mezzo rispetto agli 8,2 mesi che si ottenevano con il trattamento finora considerato il migliore disponibile. «Negli ultimi anni, diversi medicinali immunoterapici si sono dimostrati molto efficaci contro alcuni tipi di cancro in stadio avanzato — commenta Howard A. Burris III, presidente del convegno ASCO —. All’inizio venivano utilizzati come terapia di seconda linea, ora gli esiti di sperimentazioni come questa, dimostrano che possono rivelarsi molto utili già in prima linea (cioè come primo trattamento somministrato al paziente). I dati esposti nel trial KEYNOTE-177 possono potenzialmente modificare la pratica clinica, sostituendo la cura fino ad oggi considerata la più efficace (e quindi standard) con quella nuova».

Il 65% dei malati è vivo a 5 anni dalla diagnosi

Con 27mila nuovi casi negli uomini e 22mila nelle donne, i tumori del colon-retto rappresentano la terza neoplasia più frequente fra i maschi italiani e la seconda fra le femmine. La fascia d’età prevalentemente colpita è compresa fra i 60 e i 75 anni e a cinque anni dalla diagnosi è vivo, in media, il 65% dei malati. «Nonostante questa buona percentuale, il carcinoma del colon-retto resta la seconda causa di morte per tumore in entrambi i sessi — dice Giordano Beretta, presidente Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) —. Le probabilità di sopravvivenza diminuiscono drasticamente nei pazienti con metastasi e il 20% dei casi, purtroppo, viene scoperto già in fase metastatica. Nella maggior parte dei casi, purtroppo, la malattia avanzata non è adatta a un intervento chirurgico che può potenzialmente portare a guarigione. Grazie alle nuove terapie, però, la sopravvivenza di questi pazienti è più che raddoppiata rispetto a vent’anni fa e oggi raggiunge i 30 mesi». Infatti, attualmente circa 481mila persone nel nostro Paese in Italia vivono con una pregressa diagnosi di tumore del colon-retto.

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