«Obiettivo remissione» per vivere con una malattia reumatica come se non ci fosse

Sintomi affievoliti o addirittura spariti che consentono di svolgere più facilmente le normali attività quotidiane senza le solite difficoltà: vivere come se la malattia reumatica non ci fosse, anche se non si è guariti, non è un traguardo irraggiungibile ma una speranza concreta per gli oltre 5 milioni di italiani colpiti, anche in giovane età, da una delle 150 malattie reumatiche conosciute. Si chiama tecnicamente «remissione», una parola ancora sconosciuta ai più, come emerge da un’indagine dell’Associazione Nazionale Malati Reumatici (ANMAR), che per questo motivo ha promosso la campagna di informazione «Obiettivo remissione», realizzata con il supporto di AbbVie, presentata nel corso di un incontro in diretta web, dal titolo «Malattie reumatiche sotto controllo. Il ruolo del medico e quello del paziente», organizzato da Corriere Salute. «Non tutti conoscono questa parola così importante per chi soffre di una malattia reumatologica – sottolinea Silvia Tonolo, presidente ANMAR –. Per molti significa guarigione ma non è così, altri non hanno mai sentito parlare di remissione, nemmeno nell’ambulatorio di reumatologia».

Vita normale (o quasi)

Ma cosa s’intende esattamente per «remissione» e come raggiungere l’obiettivo? Spiega Luigi Sinigaglia, presidente della Società Italiana di Reumatologia (SIR): «Il concetto di remissione, che si è diffuso in reumatologia con l’arrivo dei farmaci biotecnologici, potenti medicinali che permettono di contrastare alcuni fattori che generano l’infiammazione, va inteso come il tentativo che i reumatologi fanno di ridurre ai minimi termini l’attività infiammatoria della malattia, che non vuol dire azzerarla completamente ma portarla in una dimensione che consente al paziente di avere una qualità di vita migliore, a livello sociale e lavorativo, e anche di arrivare nella stragrande maggioranza dei casi a una situazione in cui il danno anatomico e strutturale, indotto dalla malattia, viene praticamente azzerato nel tempo. In altre parole nel paziente in remissione clinica si riducono ai minimi termini il dolore, le tumefazioni articolari, l’impotenza funzionale legata alla presenza di queste malattie».

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *