Non è mai troppo tardi per smettere di fumare: benefici anche in chi è malato di tumore ai polmoni

Non è mai tardi per smettere di fumare. I vantaggi, tangibili e concretamente misurabili, si vedono anche in casi estremi come, per esempio, nei pazienti ai quali viene diagnosticato un tumore ai polmoni. Da uno studio canadese presentato durante l’ultimo congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology (Asco) emerge infatti che le possibilità di superare il cancro aumentano sempre se il tabagista smette, indipendentemente da quando riesce a buttare l’ultima sigaretta. L’obiettivo della ricerca, condotta da scienziati del Princess Margaret Cancer Centre di Toronto su oltre 35mila malati con tumore ai polmoni, era infatti verificare quanto tempo dopo la cessazione si verificano i primi benefici in termini di maggiori chance di sopravvivenza alla neoplasia nei pazienti che hanno ricevuto una diagnosi di carcinoma polmonare.

Prima si smette meglio è (specie per i forti tabagisti)

I ricercatori canadesi hanno analizzato i dati, contenuti in 17 studi internazionali, relativi a 35.428 persone con una diagnosi di carcinoma polmonare, il 47,5% delle quali erano ancora fumatrici durante la malattia, il 30% avevano smesso e il 22,5% non aveva mai toccato una sigaretta. Dalle loro indagini emerge che i benefici nell’abbandonare il tabacco sono maggiori proprio per i forti tabagisti, quelli che per decenni hanno consumato oltre un pacchetto al giorno e che il rischio di morte si riduce rispettivamente del 12%, 16% e 20% in chi ha smesso meno di due anni prima della diagnosi di cancro, tra due e cinque anni prima e più di cinque anni prima. «Non importa quando si dica addio alle sigarette, l’importante è farlo — sottolinea Aline Fusco Fanes, prima autrice dello studio canadese —. Chi lo fa ha comunque maggiori probabilità di sopravvivenza se si ammala di tumore ai polmoni rispetto a chi prosegue sulla via del tabagismo».

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