L’eccellenza nella ricerca sulla salute femminile: se ne parla a Milano






«L’eccellenza nella ricerca sulla salute della donna»: è il titolo del convegno organizzato dall’Osservatorio Onda in programma venerdì 30 ottobre dalle ore 11 alle 13 al Conference Centre di Expo a Milano. Sarà presente, oltre a ricercatrici e scienziate, anche la presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, Emilia De Biasi. Donne che, attraverso la propria produzione scientifica, si sono conquistate una posizione alta nella “hit parade” nella scienza (impact factor). Adriana Albini parlerà di ricerca oncologica e prevenzione nell’era della medicina personalizzata: si aprono strade prima impensate sulla strada di una medicina sempre più ritagliata sul paziente e non su modelli astratti di assistenza. Eva Negri illustrerà le differenze di genere nel tabagismo e le malattie associate, Maria Benedetta Donati centrerà il suo intervento sulla dieta mediterranea e la salute della donna, mentre Patrizia Presbitero illustrerà la ricerca in cardiologia. Anche l’immunoterapia dei tumori e il legame tra infiammazione e tumori saranno al centro del dibattito con due relazioni di Licia Rivoltini e Paola Allavena. Il convegno sarà anche l’occasione per presentare un libro con gli atti del convegno.

La presenza femminile nella ricerca

«I dati nazionali più recenti (Istituto di ricerca sulla popolazione e le politiche sociali del Consiglio nazionale delle ricerche, Irpps-Cnr) evidenziano come in Italia la presenza femminile nella ricerca, in particolare in posizioni di rilievo e nelle sedi decisionali, sia ancora bassa – spiega la presidente di Onda, Francesca Merzagora -: se all’inizio della professione si registra una sostanziale parità tra i due sessi (il 48% dei ricercatori sono donne e il 52% uomini), avanzando nella carriera l’ago della bilancia si sposta nettamente a vantaggio dei ricercatori maschi che salgono al 76% del totale, mentre le ricercatrici restano solo al 24%. Se poi si considerano i dati relativi alle posizioni apicali, sono meno del 17% le donne che rivesto il ruolo di direttori di Istituti di ricerca e di Dipartimento. Abbiamo dunque voluto dedicare uno spazio speciale a queste donne di scienza che, con grande dedizione e determinazione, hanno sfidato il difficile mondo della ricerca, dando un contributo significativo nell’avanzamento delle conoscenze in tanti e diversi ambiti».

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