Il coronavirus si è indebolito? Ecco cosa ne pensano i virologi

Sars-CoV-2 fa meno paura. Questa affermazione può avere diversi punti di vista: economico, psicologico, sociale. Ma è la prova scientifica, data da coloro che il virus lo guardano in faccia, che può confermare il sentimento collettivo. I dati annunciati dal professore Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia, hanno già aperto il confronto tra esperti. Il coronavirus si è davvero indebolito? E non dobbiamo temerne un ritorno nella sua veste più crudele?

Pochissime mutazioni

Massimo Galli, direttore del Dipartimento di Scienze biomediche e cliniche “Sacco” dell’Università Statale di Milano, in un tweet ha sottolineato l’importanza di un ampio studio cinese pubblicato sulla rivista Nature, secondo cui il microrganismo, dall’inizio dell’epidemia, non è sostanzialmente cambiato. «Al momento le circa 30mila sequenze virali depositate nella banca dati internazionale dicono che il virus da dicembre a oggi ha subito pochissime e poco significative mutazioni — conferma Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto nazionale per le malattie infettive “Spallanzani” di Roma —. Tutti gli isolamenti che abbiamo effettuato confermano questo trend. Ad essere mutate sono le condizioni ambientali: il numero degli infetti è diminuito, l’affinamento delle strategie di sorveglianza consente di individuare sempre più precocemente i casi positivi. Per valutare se il virus è cambiato ci vogliono studi su grandi numeri, che al momento non mi sembra siano disponibili».

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