I caregiver in Italia: eroi invisibili con pochi diritti e a volte troppo giovani

Pubblichiamo in anteprima una parte dell’articolo del numero del Corriere Salute in edicola gratis giovedì che parla del ruolo dei caregiver nel nostro Paese , persone che non sono «volontari» ma hanno fatto una scelta d’amore facendo risparmiare lo Stato e che ora chiedono diritto al riposo, alla salute, alle protezioni assistenziali, previdenziali e assicurative. Nel dossier anche un focus sui caregiver giovani, spesso sono ragazze che si occupano delle nonne: i problemi e i rischi, dal bullismo al rendimento scolastico in picchiata all’insorgere di problemi psicologici.
Potete leggere l’articolo integrale sul numero in edicola gratis giovedì 11 luglio oppure in Pdf sulla Digital Edition del Corriere della Sera.

Marina Cometto, 70 anni, assiste sua figlia con una grave disabilità cognitiva e motoria da quando è nata, 46 anni fa. «Claudia ha bisogno di assistenza continua per le più semplici attività quotidiane come mangiare, lavarsi, prendere le medicine, devo capire se ha bisogno di essere aspirata, cosa le fa male se si lamenta» racconta. «Ho scelto di prendermi cura di lei e non ricoverarla in istituto rinunciando al lavoro; non me ne pento e lo rifarei. Ho sostituito lo Stato nelle sue funzioni, facendogli risparmiare denaro: oltre a essere mamma, sono infermiera, insegnante, assistente; ora che sono anziana, con problemi di salute, senza diritto a una pensione, vorrei che almeno riconoscesse il mio impegno e quello di tanti caregiver, e che garantisse i servizi necessari».

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