Fumagalli (Niguarda): «Un paziente grave su tre moriva, ora gli ultimi due stanno guarendo»

Nel reparto «Corona-5» di Niguarda sono rimasti due pazienti. Erano positivi a Sars-CoV-2, gravissimi: il ricovero è durato mesi. Hanno 46 e 70 anni. Il più giovane è entrato in ospedale 87 giorni fa e solo da 72 ore respira autonomamente. Prima era attaccato all’Ecmo, una macchina per la circolazione extracorporea usata nell’insufficienza cardiaca o respiratoria. Ogni giorno migliora un po’, non rischia più la morte ma ha combattuto una battaglia all’ultimo sangue. Roberto Fumagalli, direttore del Dipartimento di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Niguarda di Milano e professore all’Università Bicocca, i malati di Covid li ha visti, ha condiviso la sofferenza di chi moriva senza poter abbracciare i parenti, ma anche la gioia sconfinata di chi è guarito.

Professore, com’è oggi il suo reparto a Niguarda?
«Quasi Covid-free, da tre settimane non vediamo più persone con problemi respiratori. Abbiamo due positivi non gravi, e altri due pazienti, ora negativi, entrati per Covid, che stanno guarendo».

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