Dopo un infarto, il decalogo per affrontare le vacanze con serenità

È possibile pensare a un’estate serena per i pazienti che hanno avuto un episodio cardiovascolare acuto (infarto, ictus), all’ombra del Covid-19? La risposta è affermativa con l’invito ad agire con alcune accortezze utili a fare rientrare la gestione della patologia cardiaca nella “nuova normalità”. «Dopo il periodo critico del lock-down durante il quale i pazienti hanno interrotto visite e follow up, è importante riprendere il controllo della patologia – Afferma Francesco Fedele, Ordinario di Cardiologia Università La Sapienza, Roma – Spesso chi ha subìto un infarto, superata la fase acuta, abbassa il livello di guardia. Un atteggiamento favorito dall’emergenza cha abbiamo vissuto; per questo, ora che ci apprestiamo ad andare in ferie, è importante seguire poche regole a tutela della salute del cuore dei pazienti specialmente di chi ha già avuto un infarto o ictus». Pochi consigli, ma utili per vivere il momento di vacanza sereni.

Prima di partire fare una visita di controllo dei parametri e delle terapie. Tra i fattori di rischio che vengono maggiormente trascurati c’è sicuramente l’ipercolesterolemia. Per chi è in prevenzione secondaria (vale a dire chi ha già subito un evento cardiovascolare) controllare il colesterolo “cattivo” LDL (al di sotto dei 55 mg/dl se pazienti “a rischio molto alto”, cioè dopo un infarto, e <70 mg/dl per pazienti “a rischio alto”) è fondamentale per diminuire in modo considerevole la possibilità di un secondo evento cardiovascolare. È opportuno verificare tutti gli indicatori del rischio cardiovascolare e se la terapia prescritta necessita, da parte dello specialista, di aggiustamenti per affrontare il periodo di vacanza. Infatti, come per l’ipercolesterolemia, estrema attenzione va posta al trattamento dell’ipertensione, alla terapia antiaggregante e al controllo del diabete.

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