Covid in Italia, il professor Galli: il lockdown ci sta ancora proteggendo, ma l’equilibrio è fragile

Sta arrivando una grande seconda ondata in Italia?
«Confido nel fatto che possa non verificarsi. Dobbiamo però essere in grado di contenere i nuovi focolai».

Ieri la Francia ha contato 15.800 casi, la Spagna 12mila, l’ Italia duemila. Perché queste differenze?
«La situazione nei Paesi attorno a noi è allarmante. Non è chiaro perché, ma ho una mia opinione».

Massimo Galli, primario di Malattie infettive all’ ospedale Sacco di Milano, ci aiuta a interpretare numeri e andamenti relativi all’ epidemia di coronavirus.

Professore, cosa diceva a proposito delle differenze con gli altri Stati?
«La mia personale impressione è che il lockdown per come lo abbiamo vissuto e sofferto, più rigoroso che altrove, abbia limitato la circolazione del virus in alcune parti d’ Italia. Parecchie regioni non hanno avuto nuovi casi per un determinato lasso di tempo. Quell’ intervento radicale ci ha dato una sorta di onda lunga di protezione, ma l’ equilibrio è fragile».

Il report di ieri dell’ Istituto superiore di sanità spiega che oggi il virus circola in tutto il Paese e i casi aumentano per l’ottava settimana.
«Dopo un’ estate condotta in maniera non prudente in molte parti del Paese, c’ è stata una ripresa dei contagi. Il virus non se ne è mai andato. Il rialzo dell’ età media dei casi suggerisce che l’ infezione si sia diffusa nel contesto familiare. I numeri finora sono sostenibili. Tuttavia la medicina territoriale ha bisogno di essere irrobustita, per contenere i focolai».

La riapertura delle scuole peggiorerà la situazione?
«L’ impatto si vedrà nelle prossime due-tre settimane. Ora è presto: una parte degli istituti ha ripreso le lezioni il 14 settembre, altri dopo le votazioni. La Francia ha riapertura le scuole con 15 giorni di anticipo. Ma non ritengo che la loro situazione sia determinata da questo elemento».

Per gli alunni con sintomi sospetti è previsto il tampone. Alcune famiglie lamentano attese eccessive per l’ esito.
«Il meccanismo è complicato, rischia di bloccare tutto. I genitori di fatto sono “quarantenati” in attesa dei risultati. Abbiamo bisogno di test rapidi. Penso a quelli in grado di trovare l’ antigene del virus nel secreto nasale: danno risposte in un quarto d’ora».

Insieme ai contagi salgono anche i ricoveri…
«Il numero dei posti letto occupati in generale e di quelli in terapia intensiva è come la punta di un iceberg. Una piccola minoranza degli infetti ha bisogno del ricovero. Ma se i contagi crescono di molto, anche questa percentuale sale».

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *