Coronavirus in Veneto, Francesca Russo: «Localizzazione e contact tracing, così si contengono i nuovi focolai»

Francesca Russo è, definizione di Luca Zaia, «la madre di tutto ciò che oggi viene citato come il modello vincente del Veneto». Medico, specialista in Igiene e Sanità pubblica, direttore regionale della Prevenzione. Da mesi analizza dati e possibili scenari. È rimasta dietro le quinte, fino al giorno in cui il governatore ne ha elogiato pubblicamente meriti e capacità, scatenando l’irritazione di Andrea Crisanti, a capo del laboratorio di Microbiologia presso l’Azienda Ospedaliera di Padova. Per l’opinione pubblica «l’uomo dei tamponi di Vo’». «Vengono dati meriti a persone che non ne hanno» ha sbottato il medico. Immediata la replica di Zaia: «Non voglio polemiche tra fuoriclasse».

Dottoressa Russo, per lei la questione è chiusa?

Francesca Russo
Francesca Russo

«Io mi occupo di pianificazione regionale in tema di prevenzione. I colleghi che operano sul territorio possono non condividere alcuni punti, ma bisogna rispettare il perimetro di competenze di ciascuno. Quello di Padova è il nostro laboratorio di riferimento e non vedo alcuna criticità. Se qualcuno ha da ridire, ritengo sia un problema suo».

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