Coronavirus, dove ci si ammala di più? Ecco come riconoscere i rischi ed evitarli

Molti cominciano a tirare un sospiro di sollievo, ma francamente non capisco perché. La curva epidemiologica presenta una linea ascendente prevedibile e, una volta raggiunto il picco, una linea discendente che può essere ugualmente calcolata. Dalla comparsa della pandemia in Cina e in Italia, abbiamo raccolto dati sufficienti a dimostrare che la fase discendente della curva si esaurisce molto lentamente, con una mortalità che si protrae nell’arco di mesi. Immaginando di aver raggiunto il picco a 70.000 morti negli Stati Uniti, è probabile che andranno perse altre 70.000 vite umane nel giro delle prossime sei settimane: questo è quanto accade se vengono mantenute le misure di quarantena. Tuttavia, man mano che i singoli stati americani tornano alla normalità, offrendo al virus nuove occasioni di diffusione, può succedere di tutto. Capisco le ragioni che spingono i governi al rilancio dell’economia, ma come già detto, se non rispettiamo il modello biologico, l’economia non potrà risollevarsi. Alcuni stati hanno registrato un calo notevole nel numero dei nuovi contagi. Ma al 3 maggio questi numeri risultano ancora in aumento nella maggior parte degli stati, eppure si procede alla riapertura. Nell’andamento della pandemia in America, se escludiamo i dati provenienti da New York e guardiamo al resto degli Usa, si nota che il numero giornaliero dei casi è in crescita. In conclusione: l’unico motivo per cui i nuovi casi nell’insieme degli Stati Uniti sembrano aver toccato il picco in questo momento, è perché il contagio a New York, dopo aver raggiunto cifre altissime, da qualche giorno comincia a dar segno di contrazione.

Fonte: Database del New York Times, dai bollettini sanitari locali e statali, dati al 3 maggioFonte: Database del New York Times, dai bollettini sanitari locali e statali, dati al 3 maggio
Fonte: Database del New York Times, dai bollettini sanitari locali e statali, dati al 3 maggio

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