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Perché appena svegli dimentichiamo subito i nostri sogni?

Quando il cervello fa «pulizia»

Ma perché mai, a parte ad esempio i sogni emotivamente più intensi o strani, tutti gli altri passano così velocemente nel dimenticatoio da non lasciare più traccia? Negli ultimi anni diversi studi hanno indicato il sonno come il momento della giornata in cui il nostro cervello fa «ordine e pulizia», rimuovendo «dati» superflui e immagazzinando a lungo termine informazioni importanti. Insomma, durante i sogni il cervello dimentica attivamente le informazioni superflue e probabilmente anche il ricordo dei sogni stessi. Ma restavano da capire le modalità di questo processo. Un gruppo di scienziati giapponesi e americani ha provato a indagare, scoprendo che a cancellare il ricordo è un piccolo gruppo di cellule nell’ipotalamo, l’area neuronale deputata anche al controllo dell’appetito. La loro ricerca, per ora solo su topolini, è appena stata pubblicata sulla rivista Science.

Lo «smog» nascosto in casa, in ufficio e anche a scuola

Pubblichiamo in anteprima una parte dell’articolo pubblicato sul nuovo «Corriere Salute». Potete leggere il testo integrale sul numero in edicola gratis giovedì 19 settembre oppure in Pdf sulla Digital Edition del «Corriere della Sera».

Altro che turarci il naso quando siamo per strada e passa un autobus sbuffando schifezze. Dovremmo farlo quando entriamo in casa: è qui che siamo esposti al 95% degli inquinanti che ci finiscono nei polmoni, stando a uno studio dell’Associazione Nazionale Tutela Energie Rinnovabili (si veda a lato). Il guaio è che ancora pochi ne sono consapevoli: secondo un’indagine condotta da Toluna per conto di Dyson su un migliaio di abitanti del Nord Italia, una persona su due ritiene l’aria di casa migliore di quella esterna e solo il 14%comprende gli effetti dell’inquinamento indoor sul benessere. Lo smog per strada fa paura a due persone su tre, specialmente nelle grandi città, mentre a funghi, muffe e odori non si dà peso e fumo di sigaretta e polveri sottili sono considerati un problema solo quando si sta fuori: al chiuso ci si sente al sicuro, insomma. In realtà in case, uffici e scuole si concentrano molti inquinanti e poiché passiamo la maggior parte del nostro tempo fra quattro mura dovremmo rendercene conto.

Colesterolo, quello che bisogna sapere sui limiti «giusti»

Pubblichiamo in anteprima una parte dell’articolo pubblicato sul nuovo «Corriere Salute». Potete leggere il testo integrale sul numero in edicola gratis giovedì 19 settembre oppure in Pdf sulla Digital Edition del «Corriere della Sera».

Le linee guida

Non si vede, non si sente, ma può fare tanti danni alla salute. Il livello di colesterolo è, con pressione e glicemia, uno dei parametri da conoscere per avere un’idea del rischio di infarti e ictus e poter così intervenire per mettersi al sicuro. Ma quali sono i valori da considerare, perché è così pericoloso, come agire per ridurlo? A questo e altro rispondono le nuove linee guida dell’European Society of Cardiology e un incontro tematico dell’ultimo Festival della Scienza di Bologna, dove Maurizio Averna, responsabile del Centro Dislipidemie Genetiche del Policlinico Giaccone di Palermo, Claudio Borghi, direttore dell’unità di Medicina Interna del Policlinico Sant’Orsola di Bologna, e Claudio Rapezzi, direttore dell’Unità Complessa di Cardiologia del Policlinico di S.Orsola di Bologna, hanno chiarito tutto quello che avremmo sempre voluto sapere sul colesterolo.

Pelle, occhi, malattie rare: le nuove frontiere delle cellule staminali

L’ Italia ha un primato, anzi tre. Parliamo di cellule staminali. Il primo ci riporta alla memoria Hassan, il bambino-farfalla con la pelle così fragile, proprio come le ali dell’insetto, da sfaldarsi in continuazione. Lui, siriano di origine, vive in Germania e un’équipe di medici italiani, guidati da Michele De Luca, lo ha curato, su invito dei colleghi tedeschi, nel 2015, salvandogli la vita. Primo caso al mondo. La sua malattia si chiama epidermolisi bollosa, provoca bolle cutanee che si rompono in continuazione e soltanto il trapianto di cellule staminali della pelle, geneticamente modificate per correggere il difetto causa della malattia, è riuscito a controllare. «È un intervento ancora sperimentale — precisa De Luca che dirige il Centro di Medicina Rigenerativa “Stefano Ferrari” all’Università di Modena-Reggio Emilia e ha messo a punto la metodica — ma adesso Hassan, dopo quattro anni dall’intervento , sta bene». Il secondo e terzo fiore all’occhiello del made in Italy delle staminali riguardano, invece, terapie già approvate e disponibili per i pazienti. Una si chiama Strimvelis: è un «farmaco» (se così si può definire, ma più specificamente i tecnici parlano di «prodotto medicinale per terapie avanzate»), messo a punto e brevettato dai ricercatori dell’Istituto Telethon all’Ospedale San Raffaele di Milano, diretto da Luigi Naldini, che ha ricevuto l’approvazione dall’Ema, l’Agenzia europea per i farmaci, nel 2016. È la prima terapia che cura una rara malattia genetica, chiamata Ada-Scid (ogni anno colpisce in Europa 15 bambini): si tratta di una mancanza di difese immunitarie che lascia i piccoli in balia delle infezioni e li costringe all’isolamento. Anche in questo caso si usano staminali modificate geneticamente in modo da veicolare il gene sano. Per il terzo primato si torna a Modena. Questa volta si parla di cornea (il rivestimento esterno dell’occhio) e della possibilità di ripararla quando ha subito un’ustione chimica, non curabile con i tradizionali trapianti di cornea da cadavere. La terapia, messa a punto da De Luca in collaborazione con Graziella Pellegrini di Modena e ricercatori del San Raffaele di Milano, sfrutta staminali della cornea, senza modificazioni genetiche. Il nuovo farmaco, approvato nel 2015, si chiama Holoclar.

Melanoma e mutazioni genetiche, quando un test può salvare la vita

Una campagna e tante iniziative a Milano, Roma e Bari

«Oltre la Pelle» è un’iniziativa di sensibilizzazione di Novartis sul melanoma e sulla mutazione BRAF, dedicata alle persone che sono affette da questa patologia, ai loro familiari e rivolta anche al grande pubblico. Lo scopo della campagna è di dare voce ai bisogni dei pazienti, incoraggiandoli ad avere un ruolo attivo nel percorso diagnostico terapeutico. Per questa ragione nasce in collaborazione con alcune associazioni pazienti: Associazione Italiana Malati di Melanoma (A.i.ma.me.), Melanoma Italia Onlus (MiO), Associazione Pazienti Italia Melanoma (APAiM), Emme Rouge Onlus. E con il patrocinio di Fondazione Umberto Veronesi, Fondazione IEO-CCM e di Intergruppo Melanoma Italiano (IMI). All’interno di uno spazio espositivo che sarà visitabile per tre giorni consecutivi nelle piazze di Milano (12-14 settembre, via del Burchiello/piazza Pagano), Roma (20-22 settembre, piazza San Silvestro) e Bari (4-6 ottobre, piazza della Libertà), sarà possibile approfondire il tema del melanoma attraverso un percorso informativo mirato a far conoscere meglio questa complessa patologia e i diversi stadi che la contraddistinguono. Oltre a materiali inediti e interattivi sul melanoma, sono previste rappresentazioni teatrali delle storie dei pazienti realizzate dagli attori della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi e un auditorium polifunzionale, in cui verranno organizzati incontri tra oncologi, dermatologi e pazienti per facilitare uno scambio attivo di informazioni e favorire una maggiore comprensione della patologia e una migliore presa in carico del paziente rispetto al proprio percorso diagnostico terapeutico. Nel corso dei tre giorni verrà anche data la possibilità, ai visitatori, di sottoporsi a un controllo dermatologico gratuito di base, volto a familiarizzare con il primo passo verso la corretta prevenzione del melanoma.

Juncker: «Chi non si vaccina per una stupida diffidenza gioca con il fuoco»

«Mentre in alcune parti del mondo le persone muoiono per mancanza di vaccini, qui c’è chi li rifiuta rischiando la propria vita e mettendo a rischio quella degli altri. Chi non fa prevenzione per una stupida diffidenza verso i vaccini gioca con il fuoco». Così il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker ha aperto i lavori del Summit mondiale sulle vaccinazioni, convocato a Bruxelles dall’Esecutivo Ue e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). Un vertice che riunisce il mondo della politica, della società civile e gli esperti di sanità pubblica e salute ma anche i rappresentanti dei social network, a fronte della crescente preoccupazione per la moltiplicazione dei casi di malattie che si credevano eradicate grazie ai vaccini, come il morbillo.

Un decalogo «pro-vax»

L’obiettivo è ambizioso: mettere a punto un’agenda globale 2030 per l’immunizzazione, sostenere la ricerca sui vaccini e combattere la disinformazione e lo scetticismo, anche con l’aiuto delle tecnologie digitali. Sono alcuni dei punti del decalogo firmato da Commissione Ue e Oms sulla «Vaccinazione per tutti», il cui intento è «promuovere una grande coalizione pro-vax per ripristinare la fiducia nella scienza e nell’umanità», come ha dichiarato il commissario Ue alla Salute, Vytenis Andriukaitis. «Stiamo portando avanti una serie di iniziative – ha aggiunto il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus -, come per esempio contrastare la disinformazione insieme a Facebook e Pinterest. Daremo seguito a questa prima riunione per dimostrare al mondo che i vaccini funzionano, ma è necessario migliorare l’accesso».

«Quando sono in classe non respiro» L’asma da rientro a scuola esiste

Pubblichiamo in anteprima una parte dell’articolo di apertura del nuovo «Corriere Salute». Potete leggere l’articolo integrale sul numero in edicola gratis giovedì 12 settembre oppure in Pdf sulla Digital Edition del «Corriere della Sera».

Settembre, è di nuovo tempo di tornare sui banchi, riaprire i libri, ritrovare i compagni di classe. Ci sono però «ritorni» un po’ meno graditi, come l’asma da rientro a scuola: si chiama proprio così perché riguarda soprattutto bambini e ragazzini asmatici in età da elementari e medie, e non è da sottovalutare. Lo sottolinea una ricerca pubblicata di recente sul Journal of Epidemiology and Community Health da un gruppo di ricercatori inglesi che hanno setacciato i dati di accesso a ospedali e ambulatori e le chiamate ai pediatri nelle ultime quattro settimane delle vacanze estive e nelle successive sette settimane: i dati mostrano come in vacanza ci sia un crollo delle visite per asma in bimbi e ragazzi da 0 a 14 anni, seguito però da un picco entro una ventina di giorni dal suono della prima campanella.

Tumore al polmone e fumo: il rischio non è uguale per tutti

Alcuni fumatori rischiano più di altri di ammalarsi di cancro ai polmoni. Quali? E cosa fare per individuare l’eventuale malattia agli esordi, quando è possibile salvare la vita dei pazienti? Quali controlli eseguire nelle persone maggiormente in pericolo? Da anni i ricercatori di tutto il mondo cercano di dare una risposta a queste domande e alcuni responsi importanti arrivano da uno studio italiano, presentato oggi nella sessione plenaria (la più importante) della Conferenza mondiale sul tumore del polmone dell’International Association for the Study of Lung Cancer in corso a Barcellona.

Il più letale fra tutti i tumori

Numeri e statistiche non lasciano scampo: «Il tumore ai polmoni resta un big killer: è il più letale fra tutti i tipi di cancro e, con 41.500 nuovi casi diagnosticati in Italia nel 2018, si colloca al terzo posto nella classifica dei più diffusi – spiega Giorgio Scagliotti, direttore dell’Oncologia all’Università di Torino e presidente dell’International Association for the Study of Lung Cancer (Ialsc) -. A causa della scoperta tardiva della malattia purtroppo soltanto il 16 per cento dei pazienti è vivo 5 anni dopo la diagnosi. Anche se, con le nuove terapie, si sono aperti nuovi scenari per la maggioranza dei malati (quasi 8 su 10) che presentano metastasi fin dall’inizio del trattamento».

Il morbillo in Italia sparirà nel 2045 (se gli adulti non si vaccinano)

Il vaccino è gratuito

Il problema riguarda principalmente gli adulti: molti non sono stati vaccinati da bambini e non hanno avuto la malattia, quindi sono a rischio contagio (soprattutto le persone che oggi hanno tra 25 e 40 anni). Il morbillo si trasmette molto facilmente e non è da sottovalutare: in alcuni casi può evolvere in complicanze gravi. Secondo i ricercatori, se si vaccinassero i maggiorenni non immunizzati si potrebbe sconfiggere la patologia in tempi molto più rapidi, entro il 2030. In Italia l’iniezione gratuita è prevista tra i 12 e i 15 mesi di età e per i bambini non immuni che frequentano la scuola, fino a 16 anni. In realtà, grazie al Piano di eliminazione del morbillo e della rosolia congenita, il vaccino è offerto a chiunque non l’abbia già ricevuto da piccolo. Il punto è che l’età media delle persone contagiate si sta alzando e oggi in Italia è di 27 anni.

Il pranzo giusto da portare in ufficio per tenere sotto controllo calorie o portafoglio

Pubblichiamo in anteprima una parte dell’articolo del numero del Corriere Salute in edicola gratis giovedì che suggerisce come preparare pasti leggeri e completi da portare da casa alla scrivania: una scelta giusta anche per chi è in sovrappeso dopo le vacanze.
Potete leggere l’articolo integrale sul numero in edicola gratis giovedì 5 settembre oppure in Pdf sulla Digital Edition del Corriere della Sera.

A Milano si chiamava «schiscetta» la scatola di latta dove si metteva il pranzo da consumare sul posto di lavoro prima che arrivassero le mense aziendali (e i bar sotto l’ufficio). Da qualche anno , complice la crisi economica e la voglia di «cibo di casa» sono tornati in auge i «lunch box»: contenitori pratici, super tecno (esistono anche le versioni refrigerate o che si scaldano collegandosi al pc) o di design sono una soluzione per chi vuole gestire in autonomia la pausa pranzo. Ma sono anche una scelta giusta dal punto di vista nutrizionale? Ne parliamo con Stefano Erzegovesi, medico nutrizionista e psichiatra e responsabile del Centro per i disturbi alimentari dell’Ospedale San Raffaele di Milano. «Se la composizione è fatta con criterio può essere una valida alternativa al tramezzino super farcito mangiato di corsa al bar o al vassoio troppo ricco della mensa. Anzi può persino risolvere il problema della sonnolenza post prandiale».

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