Archive for October 6, 2020

Coronavirus: il delirio potrebbe essere il sintomo «chiave» del virus negli anziani fragili

Il delirio, o meglio la confusione mentale, potrebbe essere un sintomo caratteristico del Covid-19 negli anziani fragili. Indaga su questa possibilità uno studio del King’s College di Londra pubblicato su Age and Ageing che ha analizzato i dati di oltre 800 persone di età superiore ai 65 anni, inclusi 322 pazienti ricoverati in ospedale e altre 535 persone che utilizzavano l’ app Covid Symptom Study per registrare i propri sintomi.

Confusione mentale unico sintomo

I ricercatori hanno scoperto che gli anziani ricoverati in ospedale classificati come “fragili” avevano maggiori probabilità di avere avuto il delirio come uno dei sintomi, rispetto alle persone della stessa età non “fragili”. Per un paziente su cinque ricoverato in ospedale la confusione mentale era l’unico sintomo, anche senza febbre o tosse. E un terzo degli utenti della app che ha menzionato il delirio non ha avuto i classici sintomi di tosse o febbre. La “fragilità” è un termine medico che indica una condizione di precario equilibrio psicofisico in cui un evento normalmente di scarso rilievo provoca importanti cambiamenti dello stato di salute. Possono bastare l’aggiunta di un nuovo farmaco a quelli che un anziano sta già assumendo, uno stato influenzale o un piccolo intervento chirurgico, e inizia a manifestarsi un peggioramento generale delle condizioni di salute. È la descrizione medica di persone che hanno difficoltà a riprendersi da malattie e incidenti quotidiani. Hanno anche maggiori probabilità di cadere o finire in ospedale quando si ammalano.

Microcitoma polmonare e cancro al seno triplo-negativo, approvata cura che frena i tumori più aggressivi

Diminuisce il rischio di morte e aumenta la sopravvivenza per i pazienti che soffrono di due tumori particolarmente aggressivi: il microcitoma, o carcinoma polmonare a piccole cellule, e il cancro al seno triplo negativo. Grazie all’utilizzo di un nuovo farmaco immunoterapico, recentemente approvato anche in Italia, in combinazione con la chemioterapia, migliorano le opzioni di cura a disposizione contro queste neoplasie che si sviluppano rapidamente e che, quando arrivano in fase avanzata e metastatica, sono molto difficili da trattare.

Microcitoma, un nuovo standard di cura

Il microcitoma, o carcinoma polmonare a piccole cellule, rappresenta circa un quinto dei casi di cancro ai polmoni scoperti ogni anno: in Italia sono state circa 8mila le nuove diagnosi nel 2019. «È particolarmente aggressivo e si sviluppa rapidamente e nei due terzi dei pazienti la malattia è già estesa e metastatica quando il tumore viene scoperto — spiega Cesare Gridelli, direttore del Dipartimento di Onco-ematologia dell’Azienda Ospedaliera Moscati di Avellino —. Quindi la maggior parte delle volte non si riesce a intervenire a livello chirurgico e la patologia viene generalmente trattata con chemioterapia e radioterapia. Per la prima volta con atezolizumab in associazione a chemioterapia possiamo proporre al paziente un’immunoterapia che ha dimostrato di essere efficace in termini di aumento della sopravvivenza anche nel microcitoma. Dopo anni in cui l’unica opzione era rappresentata dalla chemioterapia, oggi questa combinazione è il nuovo standard di cura nella malattia estesa. Si tratta di un passo avanti molto significativo, tanto più che il microcitoma è stato sempre resistente alle varie terapie innovative che negli anni scorsi sono state  introdotte per altri tipi di cancro ai polmoni».

Un indice matematico per distinguere il microbioma intestinale sano da quello malato

Il microbioma, l’insieme dei batteri che colonizzano il nostro intestino, sembra influire moltissimo sulla salute e sul rischio di ammalarsi. Il microbioma modella e controlla, infatti, il sistema immunitario e alcune patologie sono da attribuire proprio alla perdita di questo equilibrio. Un esempio? L’appendicite acuta, dove i germi “cattivi” hanno il sopravvento. La seconda funzione riguarda la digestione: un microbioma sano assicura un corretto metabolismo dei cibi e la produzione di vitamine.

Perché alcune persone si ammalano

Esistono funzioni diverse a seconda dei tipi di colonie di batteri presenti, che quindi ci aiutano o ci danneggiano: cosa fa sì che alcune persone sviluppino malattie croniche come l’artrite reumatoide, il cancro e la sindrome metabolica mentre altre rimangono in salute? Un indizio importante potrebbe essere trovato proprio nel loro microbioma intestinale. I ricercatori della Mayo Clinic (Usa) hanno sviluppato un indice matematico per distinguere un microbioma intestinale “sano”, benefico, da uno “malato”, quindi “cattivo”. In un nuovo studio pubblicato a settembre su Nature Communications, i ricercatori spiegano come il loro indice, composto da una formula matematica interpretabile biologicamente, possa rivelare la probabilità di avere una malattia indipendentemente dalla diagnosi clinica, ricavando un profilo del microbioma intestinale dal campione di feci di una persona.