Archive for September 16, 2020

Per la salute della prostata uno stile di vita davvero sano fa la differenza

Alimentazione, attività fisica, stili di vita. La salute maschile passa anche da qui. E poiché l’ingrossamento della ghiandola prostatica è un fatto naturale e inevitabile, sarebbe bene che tutti gli uomini seguissero pochi semplici regole che possono aiutarli almeno a ritardare e arginare la comparsa di problemi.

Idratazione adeguata ma poco alcol

«Fare regolarmente movimento e una manciata di buone abitudini quotidiane contribuiscono a migliorare i disturbi minzionali — sottolinea Walter Artibani, segretario generale della Società Italiana di Urologia -: è importante un’adeguata idratazione (due litri di acqua al giorno), così come evitare superalcolici e pranzi troppo abbondanti. Vino e birra sono ammessi con moderazione, così come gli aperitivi: gli eccessi, specie quelli con le bevande alcoliche, fanno sempre male. Ma se non si beve a sufficienza, aumenta la concentrazione delle urine che crea un habitat ideale per le infezioni batteriche. Un modo molto semplice per regolarsi è guardare il colore delle proprie urine: se sono giallo intenso o arancioni è segno che sono troppo concentrate e bisogna bere di più; se giallo paglierino o tendenti al bianco, invece, nessun problema, significa che stiamo assumendo la giusta dose di liquidi».

Fatigue nei malati di cancro: così la stanchezza cronica si può curare

Colpisce almeno il 65% dei pazienti oncologici

Secondo le statistiche la stanchezza da cancro colpisce almeno il 65% dei pazienti con tumore, il 40% delle persone «sente la fatigue» già al momento della diagnosi, la percentuale sale all’80%-90% durante la chemioterapia o radioterapia e nel 20% persiste molti anni dopo le cure. Molto probabilmente nasce dall’accumularsi di stress che la persona subisce fin dal momento della diagnosi di tumore, come una somma di tensione sia psicologica che fisica che l’organismo è costretto a sopportare. Ma è anche uno degli effetti collaterali più diffusi dei trattamenti anticancro: la chemioterapia è la principale responsabile della comparsa del disturbo, seguita dalla terapia ormonale e dall’immunoterapia. Dopo 20 anni di studio e osservazione di questo fenomeno sono nate le linee guida europee, uno strumento prezioso che aiuta i clinici prima di tutto a comprendere, e quindi ad affrontare questo complesso sintomo. «La pubblicazione si rivela particolarmente utile in questo periodo storico — sottolinea Gennaro Ciliberto, direttore scientifico del Regina Elena —, perché purtroppo assistiamo a un aumento della predisposizione alla fatigue nei pazienti oncologici, significativamente provati dal punto di vista emotivo dall’epidemia di Covid».