Archive for September 2, 2020

Coronavirus, in quale ordine si sviluppano i sintomi?

Un colpo di freddo seguito da un mal di pancia. Oppure un fastidioso mal di gola, magari dopo una serata trascorsa in spiaggia con un po’ di venticello. Avrò il Covid? E via indietro con la memoria a pensare quando potrebbero esserci stati contatti a rischio. Al ristorante? Al bar della spiaggia? Il coda alla cassa del supermercato? Intanto, per precauzione, silenziosamente ci si isola un po’ dagli altri familiari, magari dormendo da soli, avvertendo gli amici più cari di un malessere che in altri tempi mai sarebbe stato segnalato. Un mal di gola estivo solo un anno fa sarebbe stato catalogato come un episodio normale, oggi può scatenare preoccupazioni.

L’importanza di riconoscere i sintomi

Riconoscere i primi sintomi di Covid-19 è fondamentale per intercettare un possibile contagio, ma senza farsi cogliere dall’ansia. Sappiamo che i sintomi di un’infezione da Sars-CoV-2 sono molto simili a quelli dell’influenza, tant’è che all’inizio dell’epidemia non distinguere le due malattie ha causato l’ampia diffusione di Covid-19 in tutto il mondo. È evidente che la diagnosi differenziale è possibile solo con il tampone ma ora uno studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Public Health da un gruppo di ricercatori della University of Southern California di Los Angeles ha individuato qual è l’ordine temporale più comune dei sintomi di Covid-19, identificando anche come questa «classifica» cambi rispetto ad altre malattie respiratorie, in particolare quelle causate dal virus dell’influenza e ai coronavirus che causano Sars e Mers.

Smartwatch «salvacuore»: riconosce immediatamente un inizio di infarto

Dolore al petto: sarà un infarto? La risposta può arrivare dallo smartwatch: mettendolo in nove precise posizioni sul torace può riconoscere l’attacco cardiaco con una sensibilità che arriva al 94%. Lo dimostra una sperimentazione italiana i cui dati, pubblicati sulla rivista Jama Cardiology, sono stati presentati al congresso dell’European Society of Cardiology 2020. Lo smartwatch diventa così un vero “salvacuore”: non solo permette di individuare aritmie cardiache, ma può diventare strumento per una diagnosi tempestiva di infarto. La nuova funzione può essere utilizzata solo da un medico o da un infermiere in condizioni di emergenza, quando non è disponibile un elettrocardiogramma (Ecg) e il paziente ha sintomi di un possibile attacco cardiaco. La diagnosi tempestiva è fondamentale: se si interviene con l’angioplastica coronarica entro 90-120 minuti dall’inizio dei sintomi la mortalità si dimezza.

L’attività elettrica del cuore

«Non sempre l’elettrocardiogramma è immediatamente disponibile in caso di sintomi sospetti; gli smartwatch, invece, sono al polso di un numero sempre più elevato di persone — spiega Carmen Spaccarotella, docente all’Università Magna Graecia di Catanzaro e coordinatrice della ricerca —. Gli Ecg standard prevedono l’applicazione di elettrodi che misurano l’attività del cuore in punti diversi sul torace; gli smartwatch sono programmati per effettuare una sola derivazione elettrocardiografica, consentendo perciò di esplorare l’attività elettrica di una parte soltanto del cuore. Il nostro studio ha dimostrato che è possibile spostare l’orologio in diverse posizioni del corpo, effettuando così una misurazione a nove derivazioni analoga a quella di un Ecg standard».