Archive for July 7, 2020

Coronavirus e rischio di trasmissione aerea: la lettera degli esperti all’Oms

Come si trasmette Sars-CoV-2? Secondo una lettera firmata da 239 scienziati di 32 Paesi, anticipata dal New York Times, una delle vie di contagio potenzialmente più pericolose è rappresentata dalle goccioline emesse respirando e parlando, che restano a lungo sospese nell’aria.

Che cosa sappiamo di questa possibile forma di trasmissione?
Una persona infetta produce particelle «grandi» (superiori ai 1o micron), che cadono a terra per la forza di gravità — da qui nasce la raccomandazione della distanza minima di un metro — e i cosiddetti droplet, goccioline di minuscole dimensioni trasportate dalle molecole presenti nell’ambiente. Secondo i firmatari della petizione, queste piccolissime particelle infette, in grandi quantità, potrebbero essere un importante veicolo di contagio: si tratta di un’evidenza scientifica — sottolineano — di cui è necessario prendere atto.

Tumore dell’utero, una ricerca italiana raddoppia la sopravvivenza

La chemioterapia abbinata a un anticorpo monoclonale migliora significativamente la sopravvivenza nelle pazienti con un tumore dell’utero particolarmente aggressivo. E’ quanto emerge da uno studio condotto all’Università americana di Yale da un gruppo di ricercatori quasi interamente italiano e appena pubblicato sulla rivista scientifica Clinical Cancer Research.Dagli esiti della sperimentazione di fase due, che ha coinvolto 58 donne sottoposte a intervento chirurgico per un carcinoma sieroso uterino, emerge infatti che con l’aggiunta di trastuzumab alla chemioterapia standard la sopravvivenza libera da malattia (ovvero l’intervallo di tempo prima che la neoplasia si ripresenti) è quasi raddoppiata passando da 9 mesi circa a 18.

Carcinoma sieroso, raro ma responsabile di oltre il 40% dei decessi

Alessandro D. Santin, docente al Dipartimento di Ostetrica e Ginecologia alla Yale University School of Medicine e direttore della divisione di Oncologia Ginecologica, è il primo autore dello studio: «Quello all’utero è il cancro ginecologico più comune sia in America che in Italia – dice – e il carcinoma sieroso è la variante più aggressiva e letale. Sebbene costituisca meno del 10% di tutti le neoplasie uterine, è responsabile di oltre il 40% dei decessi per questa patologia. Questa è una delle ragioni per le quali ci siamo focalizzati su questo tumore così aggressivo e pericoloso con l’intento di sviluppare una nuova terapia efficace». Il carcinoma uterino sta aumentando rapidamente sia in Italia che negli Usa sia per invecchiamento della popolazione, sia per la diffusione di sovrappeso e obesità, che sono fra le cause principali della malattia: tanto che la sua incidenza è quasi raddoppiata negli ultimi 20 anni. La maggioranza dei casi insorge dopo la menopausa e i sintomi da non trascurare sono piccole perdite ematiche vaginali, in presenza delle quali è sempre bene vedere un medico.

La malattia che fa diventare l’osso come un «mosaico»

Una lettrice ci scrive: «Mio marito, in seguito a una Tac eseguita per un sospetto di cisti al fegato (sospetto confermato), si è sentito dire che potrebbe avere il morbo di Paget. Non sappiamo a chi rivolgerci e ci domandiamo se nostro figlio, che ha 25 anni, potrebbe essere affetto dalla stessa malattia. Mio marito non riferisce nessun sintomo, ma io sono molto spaventata. Che cosa può dirci?».

Risponde Maria Luisa Brandi, ordinario di Endocrinologia e malattie del metabolismo all’Università di Firenze.

Per prima cosa non si spaventi. La malattia o morbo di Paget è oggi curabile, non ci sono pertanto motivi di timori eccessivi e, se la diagnosi è stata fatta precocemente, prima del presentarsi dei segni e sintomi clinici, la soluzione del problema è certa.
La malattia di Paget è una delle malattie metaboliche dell’osso e, come la più nota osteoporosi, decorre silente per molti anni ma si differenzia da quest’ultima per molte ragioni. Per prima cosa è presente soltanto nell’ 1- 8 % della popolazione adulta e non coinvolge tutto lo scheletro, ma solo un segmento o più segmenti. Da qui la classificazione in monostotica o poliostotica (monos è una parola greca che significa «singolo», «solo»; mentre polùs vuol dire «molti»; ostotica deriva dalla parola greca ostéon , cioè «osso»).

L’osso diventa un mosaico

La malattia di Paget è causata da un riassorbimento (distruzione) eccessiva dei segmenti ossei interessati con una conseguente formazione ossea disordinata cosicché l’osso appare radiologicamente come un «mosaico», perdendo la struttura e la forza originale. Il segmento osseo interessato risulterà nel tempo deformato ed ingrandito, con il rischio di fratturarsi, perché fragile. La malattia di Paget si manifesta intorno alla mezza età (raramente prima dei 40anni) e rimane a lungo asintomatica. I segni e sintomi sono la deformità delle ossa lunghe, i dolori articolari ed ossei, la riduzione della normale funzione delle articolazioni.