Archive for July 2, 2020

Coronavirus Usa, Trump acquista tutte le scorte di remdesivir per 3 mesi

Gli Stati Uniti hanno acquistato praticamente tutte le scorte per i prossimi tre mesi di uno dei due farmaci che hanno dimostrato di funzionare contro il Covid-19, senza lasciarne nessuno per l’Europa o la maggior parte del mondo.

La denuncia

La denuncia viene dal quotidiano britannico The Guardian, secondo il quale la mossa statunitense ha allarmato esperti e associazioni. Il farmaco, che è stato sperimentato nell’epidemia di Ebola senza funzionare come previsto, è un brevetto per Gilead, il che significa che nessun’altra società può produrlo. Il costo è di circa 3.500 euro per un ciclo di trattamento di sei dosi. L’accordo è stato annunciato quando il governo Usa ha dovuto prendere atto che l’epidemia negli Stati Uniti sta sfuggendo al controllo. Remdesivir è il primo farmaco approvato dalle autorità competenti negli Stati Uniti per il trattamento di Covid-19, è prodotto da Gilead e ha dimostrato di aiutare le persone a riprendersi più rapidamente dalla malattia. Le prime 140.000 dosi, fornite alle sperimentazioni farmacologiche in tutto il mondo, sono state esaurite. L’ amministrazione Trump ha ora acquistato più di 500.000 dosi, che è tutta la produzione di Gilead per luglio e il 90% di agosto e settembre. L’altro farmaco che sembra funzionare contro i gravi casi di malattia da Covid-19, il desametasone, è invece economico e facilmente disponibile ovunque. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato di essere a conoscenza del fatto e sta cercando di verificare i dettagli: «Commenteremo quando avremo verificato l’esatta natura dei contratti», ha detto un portavoce.

Cecità della mente, il disturbo di chi non ha la capacità di immaginare

Una delle più spettacolari abilità della mente è la capacità di ricordare o immaginare visivamente scene avvenute in passato o che potrebbero avvenire in futuro, con tanto di dettagli, colori, perfino suoni e sensazioni tattili, come se si trattasse di un film plurisensoriale che si proietta al nostro interno. Ma c’è chi manca di tale capacità, una condizione definita «aphantasia» o «cecità della mente». Ne soffre circa il cinque per cento della popolazione, come indica una ricerca australiana pubblicata sulla rivista Scientific Reports. E dato che i sogni sono principalmente fatti di immagini, chi ne soffre non riesce neppure a sognare con la ricchezza di immagini tipica dell’attività onirica.

Simulatore di realtà

Il disturbo non è solo una bizzarria, ma una condizione che può rendere difficile pianificare adeguatamente azioni future, un’attività nella quale siamo spesso impegnati senza neppure rendercene conto. «La mente umana è come un simulatore di realtà che ci permette di viaggiare virtualmente attraverso il tempo per riuscire a prevedere il futuro e per riconsiderare il passato» dice Alexei Dawes dell’University of New South Wales, che ha condotto lo studio insieme ad alcuni collaboratori. «Per la maggior parte di noi queste simulazioni sono caratterizzate da un contenuto molto ricco e vivido. Il nostro mondo interiore ha colori, forme e luci».

Difficoltà con i numeri

Chi soffre di aphantasia, inoltre, può avere qualche difficoltà con diversi processi cognitivi, ad esempio nello svolgere compiti di matematica, che richiedono la capacità di visualizzare numeri ancora non scritti sulla carta, o nell’impiegare adeguatamente la memoria di lavoro, quella che consente di ricordare (spesso visualizzandoli) numeri di telefono o brevi sequenze di informazioni utili allo svolgimento di un compito. La cecità mentale può estendersi anche ad altri sensi, così che, se si ripensa a eventi passati, la loro ricostruzione mentale è priva di elementi quali i rumori e le esperienze tattili, che di norma rappresentano una parte importante dei ricordi, perché contribuisce alla loro coloritura affettiva.

Lo studio

Lo studio è stato realizzato su 267 persone affette da aphantasia, confrontate con due diversi gruppi di controllo, per un totale di 400 persone. I soggetti sono stati sottoposti a otto diversi questionari che hanno esplorato aree quali la memoria episodica e la capacità di immaginare il futuro, le abilità spaziali e di mind-wandering (lasciare la mente libera di spaziare), la capacità di rispondere a eventi stressanti. Alla fine, gli autori dello studio segnalano la possibilità che la condizione di aphantasia possa in alcuni casi essere acquisita in seguito a fattori psicologici, anche se nel loro campione questo evento sembra essersi verificato raramente, in non più del tre per cento dei casi.

Sul Corriere Salute: zanzare, api, vespe, come evitare che ci rovinino l’estate

Pubblichiamo in anteprima una parte di uno degli articoli del nuovo «Corriere Salute». Potete leggere il testo integrale sul numero in edicola gratis giovedì 2 luglio oppure in Pdf sulla Digital Edition del «Corriere della Sera».

Le zanzare sono il vero tormento dell’estate. Mentre ci svegliamo per una puntura di notte o cerchiamo di scacciare quella che ci ronza all’orecchio, il nostro maggiore desiderio sarebbe eliminarle dalla faccia della Terra. D’altro canto se questi insetti esistono da milioni di anni ci sarà un motivo. E in effetti è proprio così. Se le zanzare femmina sono insetti ematofagi, ovvero che succhiano il sangue, e rappresentano quindi il nostro vero nemico, i maschi per contro sono del tutto innocui: si nutrono infatti di nettare. Inoltre sono cibo prelibato per moltissimi animali, dagli uccelli ai pipistrelli. Insomma non ci resta che conviverci, adottando però tutte le precauzioni possibili per non farci pungere. «La puntura di zanzara causa un pomfo che, seppur fugace ed effimero, induce un intenso prurito. Il prurito è dovuto al rilascio di istamina nel nostro corpo in risposta alla saliva che la zanzara ci inietta per evitare che il nostro sangue coaguli, mentre se ne nutre. L’istamina, a sua volta, stimola una reazione allergica locale, con la dilatazione dei capillari del derma e quindi la formazione di un’area arrossata e gonfia. La gravità della reazione dipende molto dalla sensibilità individuale, ci sono persone che presentano pomfi enormi dopo una puntura e persone con lesioni appena percettibili» spiega Stefano Veraldi, professore della Clinica Dermatologica dell’Università di Milano presso il Policlinico. Super apparato olfattivo

Sono attratte dall’odore della pelle

Un altro dilemma per cui non c’è ancora una risposta ben definita è perché alcune persone attirino le zanzare come una calamita, mentre altre quasi le respingano. «I motivi sono diversi. Per esempio si è visto che le zanzare, come altri insetti, sono attratte dall’odore, complice un apparato olfattivo ben sviluppato. Amano inoltre chi ha un’epidermide più sottile e una pelle più idratata e morbida» segnala Veraldi Ma anche una temperatura corporea leggermente superiore le attrae, come può accadere mentre si fa attività fisica o se si bevono alcolici. Tra le vittime predilette ci sarebbero poi i diabetici, forse per il sangue «dolce».