Archive for June 14, 2020

Covid: gli asintomatici e il contagio, che cosa sappiamo realmente?

Positivi a Sars-CoV-2 ma senza sintomi: quanti sono? E, soprattutto, in che misura possono contagiare altre persone? Il dibattito sui soggetti apparentemente sani ha preso quota dopo le parole di Maria Van Kerkhove, capo del team tecnico anti-Covid-19 dell’Organizzazione mondiale della sanità. Pochi giorni fa, durante un briefing a Ginevra, ha detto che «è molto raro che una persona asintomatica possa trasmettere il coronavirus». La frase ha scatenato reazioni a non finire, a partire dalla richiesta di chiarimenti e prove scientifiche a supporto. L’epidemiologa americana ha poi precisato che si riferiva a pochi dati pubblicati e che quella sugli asintomatici è «una domanda ancora aperta».

Quattro categorie

«Premesso che non abbiamo studi conclusivi sul ruolo degli asintomatici nella diffusione dei contagi, è fondamentale distinguere quattro categorie — precisa Matteo Bassetti, direttore del reparto di Malattie infettive al Policlinico San Martino di Genova e componente della task force Covid della Regione Liguria —: le persone positive che non hanno assolutamente nulla (asintomatici puri o portatori sani, probabilmente poco contagiosi perché hanno una bassa carica virale); i soggetti in fase in incubazione, che svilupperanno i disturbi nel giro di pochi giorni; i sintomatici lievi, senza febbre, tosse, difficoltà respiratoria, ma magari con una leggera congiuntivite; coloro che hanno avuto la malattia e risultano positivi, ma sono clinicamente guariti. Tra queste tipologie, quelle più a rischio di contagio sono la seconda e la terza: i pre-sintomatici e i sintomatici lievi, questi ultimi possono facilmente passare inosservati. Ma il referto del tampone sarebbe uguale in tutti e quattro i soggetti: positivo».

Coronavirus, Speranza firma un accordo per 400 milioni di dosi del vaccino sviluppato a Oxford

«Una notizia molto bella e importante. Insieme ai Ministri della Salute di Germania, Francia e Olanda, dopo aver lanciato nei giorni scorsi l’alleanza per il vaccino, ho sottoscritto un contratto con AstraZeneca per l’approvvigionamento fino a 400 milioni di dosi di vaccino da destinare a tutta la popolazione europea». Lo annuncia il ministro della Salute Roberto Speranza. «Come è noto il coronavirus è un nemico molto insidioso e abbiamo detto che il vaccino è l’unico vero rimedio. Stiamo parlando del vaccino (di Astra Zeneca) più promettente, non c’è certezza assoluta. Il vaccino nasce nei laboratori di Londra, nell’università di Oxford. La notizia per noi rilevante è che dentro questa partita di produzione e distribuzione del vaccino l’Italia è protagonista non solo perché siamo firmatari del primo contratto in questo pezzo di mondo ma anche perché c’è una ricaduta su Pomezia, su Irbm che è una realtà italiana. Nella ricerca del vaccino l’Italia si mette in testa», ha aggiunto.

Ipertensione, i farmaci contro la pressione alta allungano la vita

Prendere i farmaci contro la pressione alta allunga la vita degli anziani. E questo vale per tutti, anche per gli over 65 particolarmente fragili che soffrono di varie patologie. L’efficacia dei medicinali per il controllo della pressione era nota per la popolazione generale ma un nuovo studio appena pubblicato su Hypertension, rivista dell’American Heart Association ha valutato l’impatto di questi farmaci anche sui pazienti più critici. «Sapevamo che i farmaci per la pressione erano protettivi in generale tra la popolazione anziana, ma abbiamo voluto verificare che fossero altrettanto protettivi tra i pazienti fragili affetti da molte altre condizioni di salute che di solito sono esclusi dagli studi randomizzati», ha dichiarato Giuseppe Mancia, professore dell’Università Milano-Bicocca.


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Pressione, quando è davvero alta e cosa fare per abbassarla

Massima e minima


Monitoraggio per 7 anni

I ricercatori hanno esaminato i dati di circa 1,3 milioni di persone con più di 65 anni residenti nella Regione Lombardia che hanno ricevuto tre o più prescrizioni di farmaci per la pressione alta nel 2011-2012 erogati dal servizio sanitario nazionale o poco costosi. Il loro monitoraggio è durato per i 7 anni successivi e in questo periodo , consultando i registri pubblici, gli scienziati hanno calcolato per quanto tempo i pazienti hanno proseguito la terapia prescritta rispettando le indicazioni del medico. Poi hanno individuato il gruppo di persone più fragili ricorrendo a 34 parametri associati a una maggiore mortalità.