Archive for May 29, 2020

Coronavirus e test sierologici, l’immunologo Mantovani: «Ecco perché non dicono se siamo protetti e per quanto»

I test sierologici in circolo sono affidabili?
«Lo Stato e la Regione Lombardia hanno scelto due test a mio avviso validi. Ricordiamoci che per i sierologici sulle malattie infettive sono richiesti alti livelli di specificità e sensibilità (oltre 97%) per evitare il più possibile i falsi positivi e i falsi negativi. Oggi sono in commercio un centinaio di test, ma molti, forse la maggioranza non sono stati validati in modo rigoroso. Il governo britannico ne ha acquistato e buttato via 35 milioni rivelatisi inaffidabili. Indipendentemente dalla qualità del test una persona con la presunzione di essere immune può essere indotta decidere di non usare la mascherina o di non rispettare il distanziamento sociale: invece potrebbe ammalarsi e comunque portare in giro il virus».

Ragazzi, smettete di fumare: è un grande affare (anche economico)

L’indagine: se aumenta il prezzo i tabagisti smettono

L’indagine è stata condotta da AstraRicerche a marzo 2020 su un campione rappresentativo di 654 ragazzi fra i 15 e i 19 anni. «In Italia il numero di teenager che fumano resta alto: il 40% degli interpellati dichiara di fumare, almeno ogni tanto — dice Roberto Boffi, responsabile della Pneumologia e del Centro Antifumo all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e membro del Comitato scientifico di Fondazione Veronesi per la lotta al fumo —. Un dato impressionante, ma che stupisce meno se si considera che oltre la metà degli intervistati ha almeno un genitore che fuma. Due studenti su tre trovano un tabaccaio entro 300 metri dalla scuola. Moltissimi non percepiscono di essere oggetto di strategie di promozione e di marketing (meno della metà avverte la promozione dei prodotti in eventi o luoghi di ritrovo, sui social network come Instagram; solo il 40% la nota nei videogiochi, film, video musicali). Da qui nasce la proposta di Fondazione Veronesi: aumentare il prezzo di sigarette e tabacco è la prima misura efficace per ridurre i consumi, specie fra i giovanissimi, ma anche fra gli adulti». La prova? Se il prezzo di un pacchetto raddoppiasse, il 57% dei ragazzi dichiara che smetterebbe e il 40% cercherebbe di ridurre il numero di sigarette quotidiane.

Tumori, in Italia i malati vivono più a lungo e spendono meno per le cure, ma l’adesione agli screening è bassa

Parte il 29 maggio il Congresso della Società Americana di Oncologia Medica (ASCO), l’appuntamento annuale in cui si presentano le più importanti novità nell’ambito della cura dei tumori. L’elevato prezzo delle terapie innovative, problema che interessa tutto il mondo, è uno dei temi caldi degli ultimi anni e che sarà rilevante anche nell’edizione 2020. L’Italia parte, almeno sotto alcuni aspetti, da un’ottima posizione: siamo fra i Paesi che spendono di meno e che, per di più, hanno i risultati migliori. La sopravvivenza dei pazienti da noi è, infatti, più alta che nel resto d’Europa. Al centro di questo convegno ASCO ci sarà un’altra questione che accomuna tutte le nazioni nell’epoca Coronavirus: l’emergenza sanitaria causata dall’epidemia di Covid-19 ha determinato il blocco dei programmi di screening per la diagnosi precoce dei tumori al colon retto, mammella e cervice uterina, che si tradurrebbe in un significativo ritardo diagnostico se la situazione si prolungasse. E avere un numero maggiore di casi scoperti in fase avanzata significherebbe un conseguente peggioramento della prognosi e un aumento delle spese per le cure.

Prezzo terapie anticancro: una bomba a orologeria

Il costo delle cure anticancro è una bomba a orologeria il cui scoppio viene annunciato ormai da tempo: il numero dei malati è in continua crescita e, soprattutto per il nostro Sistema sanitario universalistico, continuare a garantire le terapie migliori a tutti è una sfida sempre più ardua. Uno dei modi migliori per arrestare l’allarme è la prevenzione: oltre un terzo delle neoplasie non si svilupperebbero a fronte di stili di vita corretti, quindi tutti noi possiamo fare concretamente qualcosa per schivare il pericolo. «A partire dal partecipare ai programmi di screening per la diagnosi precoce, che salvano vite umane perché un tumore scoperto agli stadi iniziali è più facile da curare e le probabilità di guarire definitivamente sono più alte – sottolinea Giordano Beretta, presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) -. Trattare la malattia individuata agli inizi ha due vantaggi: significa trattamenti meno invasivi per i malati e costi minori per il Servizio sanitario nazionale. Per questo è necessario riattivare con urgenza tutti gli screening oncologici e per questo AIOM lancia una grande campagna per aumentare l’adesione da parte degli italiani, che ancora troppo spesso buttano nel cestino la lettera d’invito a sottoporsi ai test gratuitamente».