Archive for May 25, 2020

Potere dell’irrazionalità: sulla paura vince la voglia di contatto umano

Sembra un’improvvisa battaglia tra scelte razionali e scelte istintive: piazze e vicoli delle città improvvisamente invase da persone che dopo il lockdown da coronavirus mostrano di aver abbandonato, apparentemente senza ripensamenti, quel comportamento cauto messo in atto durante le ultime settimane. Un fenomeno rilevato anche in altri Paesi, con una contemporaneità sorprendente, e che pone più di un interrogativo da un punto di vista psicologico e sociologico. Ma che le persone possano effettuare scelte irrazionali senza battere ciglio è un fenomeno ben noto a psicologi e sociologi.

Le nostre decisioni

«Le scienze psicologiche ed economiche si sono sviluppate partendo dall’assunto che l’uomo sia un decisore razionale, che fonda le sue decisioni su obiettivi ben definiti e criteri chiari — dice Alberto Gandolfi, docente di organizzazione aziendale presso la Scuola universitaria professionale della Svizzera Italiana SUPSI e autore del libro Decidere nell’incertezza. Come affrontare un mondo sempre più complesso e imprevedibile (Casagrande, Bellinzona, 2012) —. Ma le ricerche degli ultimi decenni hanno gradualmente demolito questa illusione. Oggi sappiamo che gran parte delle nostre decisioni, soprattutto le più delicate e importanti, sono pesantemente influenzate dai circuiti emotivi e da altri fattori irrazionali».

L’epidemia che ci ha rubato anche la capacità di cogliere odori e sapori

Per molti l’incubo è iniziato in maniera subdola, tanto inattesa da non far pensare al coronavirus: tanti pazienti che poi hanno scoperto di aver contratto SARS-CoV-2 hanno raccontato che all’improvviso, prima ancora di avere febbre, tosse o qualsiasi altro sintomo di Covid-19, hanno smesso di sentire gli odori e di percepire i sapori. Alcuni hanno spiegato che perfino una salsa piccante era diventata insapore come l’acqua, altri che non riuscivano a «fiutare» neppure aromi intensi e penetranti, dal profumo di cannella all’odore dei detersivi.

Conoscenze frammentarie

Un black-out sensoriale su cui per ora le conoscenze sono molto frammentarie: le prime segnalazioni risalgono a marzo, quando medici di diversi Paesi hanno iniziato a documentare il problema in pazienti Covid-19. Uno studio europeo su circa quattrocento casi, da lievi a moderati, ha riferito che nell’86-88 per cento dei pazienti c’erano alterazioni di olfatto e gusto, con una prevalenza maggiore nel sesso femminile. Il problema si era manifestato in otto casi su dieci pure fra chi non aveva sintomi nasali tipo raffreddore, nel 12 per cento dei pazienti inoltre era comparso prima di qualsiasi altro segno della malattia. In alcuni si poteva parlare di una vera e propria anosmia, la mancanza completa dell’olfatto, in altri c’era una riduzione; lo stesso per l’ageusia, il termine medico che indica la perdita del gusto, più o meno totale nei diversi casi.

Telethon in campo contro il Covid-19. Obiettivo: analizzare i geni del virus

La chiamata alle armi della ricerca contro l’emergenza Covid 19 non risparmia istituzioni scientifiche che, nella quotidianità, si occupano d’altro: non di virus e di infezioni, ma di malattie genetiche. Come l’Istituto Telethon di genetica e medicina (Tigem) di Pozzuoli (Napoli) che ha deciso di mettere le proprie competenze a disposizione della gestione dell’emergenza Covid-19.

Sette milioni di euro

Il Tigem, appunto, si occupa dello studio di malattie genetiche e ha una grande competenza nell’analisi dei geni(quelli che, nel caso di queste malattie, sono alterati). Ora mette a disposizione tutto questo background per un progetto, globalmente finanziato dalla Regione Campania con 7 milioni di euro, che ne destina 500 mila euro al Tigem. In questo progetto il Tigem ha come obiettivo quello di analizzare l’evoluzione del genoma virale del Sars –Cov-2 e la risposta delle cellule respiratorie dei pazienti all’infezione da Covid-19. Partendo dal materiale dei tamponi effettuati su pazienti nell’area di Napoli. Allo studio parteciperanno anche l’Istituto nazionale tumori “Fondazione Pascale”, l’Azienda Ospedaliera dei Colli – Ospedale Domenico Cotugno e l’Istituto zooprofilattico sperimentale (Izs) del Mezzogiorno. Ecco qui di seguito alcune precisazioni nel comunicato stampa di Telethon –Tigem.