Archive for May 7, 2020

Plasma per curare il coronavirus: entusiasmi e polemiche. «Ma non abbiamo ancora evidenze»

Pavia, Mantova, Lodi, Novara, Padova. In arrivo anche Pisa e un laboratorio in Puglia. La plasmaterapia sta scatenando entusiasmi e polemiche. Ma a vincere è la prudenza, la necessità di avere dati scientifici inconfutabili. «L’uso del plasma da convalescenti come terapia per Covid-19 è oggetto di studio in diversi Paesi del mondo, Italia compresa. Il trattamento non è consolidato perché non sono ancora disponibili evidenze robuste sulla sua efficacia e sicurezza» sintetizza il ministero della Salute. «Perché il governo non chiede nulla e l’Istituto superiore di sanità se ne disinteressa?» chiede polemico il leader della Lega Matteo Salvini in diretta su Facebook.

Per chiarirsi le idee bisogna fare un passo indietro. Al Policlinico San Matteo di Pavia e all’Ospedale di Mantova il plasma immune è stato infuso in 52 pazienti con esiti definiti «confortanti». Si attende un bilancio di questa prima fase di sperimentazione. Un progetto internazionale che in Lombardia si avvale anche della collaborazione di Avis per il reclutamento dei donatori. Negli Stati Uniti sul plasma dei guariti scommettono in molti, a partire dalla Food and Drug Administration, l’ente di regolamentazione dei farmaci, che ha messo un annuncio in grande evidenza sul proprio sito: «Donate Covid-19 plasma».

Giornata Mondiale tumore all’ovaio: nuovi casi in aumento anche in Italia

Ogni anno nel mondo 300mila donne ricevono una diagnosi di tumore all’ovaio e 184mila muoiono a causa di questa grave neoplasia per la quale non esistono ancora strumenti efficaci di diagnosi precoce o di prevenzione. Per questo la scoperta della malattia avviene purtroppo quando è ormai in fase avanzata e molto difficile da curare, così che meno della metà delle pazienti è ancora viva cinque anni dopo la diagnosi. E a complicare le cose c’è la scarsa conoscenza che le donne hanno della malattia e dei suoi sintomi, mentre il numero di nuovi casi è in crescita in tutto il mondo.Proprio per far conoscere meglio la patologia e per sensibilizzare il maggior numero di donne possibile si celebra l’8 maggio la Giornata Mondiale sul Tumore Ovarico, promossa dalla World Ovarian Cancer Coalition insieme a 150 associazioni pazienti di 50 Paesi, giunta quest’anno all’ottava edizione.

Le iniziative virtuali per la Giornata 2020

Nel mondo circa 760mila donne convivono con un carcinoma ovarico e se il tasso di sopravvivenza a 5 anni nei paesi industrializzati va dal 36 al 46 per cento, nei paesi in via di sviluppo è ancora più basso. «Stando alle ultime stime della World Ovarian Cancer Coalition, entro il 2035 le nuove diagnosi aumenteranno del 55 per cento e i decessi del 70 per cento – sottolinea Nicoletta Cerana, presidente di Acto Alleanza contro il Tumore Ovarico, rete nazionale di associazioni pazienti interamente dedicata al tumore dell’ovaio e a quelli ginecologici -. E’ una neoplasia molto aggressiva per la quale non esistono ancora strumenti di prevenzione o di diagnosi precoce, per cui attualmente l’arma migliore che le donne hanno per difendersi è l’informazione». Non potendo quest’anno prevedere iniziative di piazza o qualsiasi evento di aggregazione a causa dell’epidemia di coronavirus, tutte le iniziative per la Giornata 2020 saranno virtuali. La rete Acto con le sue affiliate partecipa alla campagna (hashtag #PowerfulVoices), lasciando un messaggio sul muro virtuale (Power Wall) , e invita tutte le donne a informarsi sui maggiori social media che ospitano post, quiz e informazioni utili sulla malattia.
L’associazione Loto Onlus (attiva per ora in Emilia-Romagna e Marche) propone poi l’iniziativa online «Io Loto, noi lottiamo», un pomeriggio informativo e interattivo in diretta streaming rivolto a tutti: dalle 14.30 dell’8 maggio saranno in diretta sulla pagina Facebook Loto Onlus e sul suo canale YouTube 15 esperti tra cui oncologi, chirurghi, ginecologi e fisioterapisti per fare il punto sui percorsi di cura oncologici (dalle terapie ai test BRCA, dalla gestione del linfedema ai diritti delle malate), a disposizione delle pazienti per domande e approfondimenti.

Supporto psicologico a distanza (gratis) per chi soffre di malattie della pelle croniche


Il legame tra pelle, stress, ansia e depressione

Lo stress, è cosa nota, è un potente «alleato della psoriasi»

. Può infatti scatenare la comparsa o il peggioramento delle lesioni cutanee, tipica manifestazione della malattia. Inoltre ai malati viene sempre suggerito di fare attività fisica e seguire un’alimentazione equilibrata, in modo da evitare l’accumulo di chili in eccesso che contribuiscono ad aggravare la situazione. Questo periodo di grande difficoltà dovuto all’epidemia di coronavirus potrebbe dunque rivelarsi «esplosivo», soprattutto per chi già soffre di psoriasi o altre malattie cutanee in maniera grave.“«Non potevamo ignorare la fragilità emotiva dei pazienti con patologie dermatologiche croniche – dice Valeria Corazza, presidente dell’Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza (APIAFCO) –: chi vive con la psoriasi ha una scarsa autostima e viene sopraffatto da sentimenti di insicurezza o rabbia che, in questo momento, possono acuirsi perché si sente abbandonato. Ecco perché il focus di questo progetto è sull’aspetto psicologico della malattia, a cui si deve prestare grande attenzione». Come funziona il progettoDermatologicaMente, nato su iniziativa di APIAFCO e dei Giovani Psicologi della Lombardia (GPL) e realizzato con il contributo incondizionato di LEO Pharma, è un progetto attivo su tutto il territorio nazionale, intede offrire un aiuto concreto e professionale a coloro che vivono già normalmente un disagio psicologico provocato dalla patologia, ma che in questo momento non possono neanche contare sull’incontro con il proprio specialista, fondamentale nell’affrontare il peso di una malattia dermatologica cronica.Sarà il dermatologo ad individuare, tra i suoi pazienti, quelli che a suo giudizio possono trarre maggiormente beneficio da un colloquio psicologico in questa fase. I malati selezionati dallo specialista, potranno andare sulla pagina web dedicata al progetto ed effettuare gratuitamente video colloqui di counselling psicologico. Si tratterà di un percorso terapeutico breve e mirato (fino a un massimo di 3 colloqui da 60 minuti ciascuno) curato da psicologi professionisti aderenti alla GPL, con l’obiettivo di imparare a gestire lo stress e i sintomi correlati, puntando sul potenziamento delle risorse individuali.