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Tiroide, i segni e i problemi che svelano se non funziona bene

Gli anticorpi

Sì perché i noduli non sono l’unico guaio: la tiroide può avere anche problemi funzionali, ovvero produrre ormoni in quantità scarsa o al contrario in eccesso. Il primo caso è l’ipotiroidismo, molto comune (si parla del 5-6 per cento della popolazione generale, con picchi di oltre il 10 per cento nelle donne dopo i 60 anni) ma subdolo e difficile da riconoscere: i sintomi sono poco specifici, in più spesso ci si abitua pian piano a tollerarli. A fastidi come stanchezza, aumento di peso, difficoltà di concentrazione o sonnolenza spesso non si dà importanza, così l’ipotiroidismo progredisce e può dare problemi sempre più evidenti, come la pelle che diventa pallida, secca e fredda, i capelli opachi e fragili o le unghie che crescono poco, hanno striature longitudinali e trasversali e si spezzano con facilità. «L’ipotiroidismo ha una base autoimmune, cioè è provocata da anticorpi diretti contro componenti della tiroide: è il caso della tiroidite di Hashimoto, frequente nelle donne», specifica Vitti. «Molte forme restano subcliniche e non danno grossi disturbi, se i sintomi sono fastidiosi e la carenza ormonale è consistente diventa però necessaria una terapia, che è tuttavia relativamente semplice: si tratta infatti di somministrare gli ormoni tiroidei che scarseggiano e oggi ci sono molte formulazioni, dalle capsule molli alle fiale, fra cui scegliere per una cura su misura». Nel caso dell’ipertiroidismo, che è molto meno frequente, i problemi sono di segno diametralmente opposto: l’eccesso di ormoni tiroidei si fa sentire con tachicardia, perdita di peso, tremori, disturbi del sonno, nervosismo, intolleranza al caldo; anche in questo caso osservare cute e chioma aiuta, perché la pelle è arrossata, calda, umida e si suda molto da mani e piedi, nel 20-40 per cento dei casi i capelli possono cadere e assottigliarsi, le unghie si sfaldano. «Le cause di ipertiroidismo sono principalmente due: la prima è il morbo di Basedow, una malattia autoimmune che ha il suo picco massimo nelle donne fra i 20 e i 40 anni (la prevalenza è del 2-3 per cento, fra gli uomini è otto volte meno frequente, ndr). È provocata da anticorpi che imitano l’effetto dell’ormone tireostimolante, portando la ghiandola a un’iperproduzione di ormoni; i sintomi sono eclatanti, in una su cinque compaiono anche il gozzo e il caratteristico esoftalmo (in cui gli occhi paiono uscire dalle orbite, ndr)», spiega Vitti. «La seconda causa di ipertiroidismo è il gozzo nodulare tipico degli anziani che sono stati esposti a lungo a carenza di iodio: dopo anni e anni di deficit la tiroide forma noduli sempre più grandi che producono ormoni in eccesso, senza sottostare più alla regolazione da parte dell’ormone tireotropo (o TSH, prodotto dall’ipofisi nel cervello per modulare l’attività della tiroide, ndr). Spesso il problema non dà sintomi, salvo poi portare ad aritmie: il rischio aumenta e si può arrivare alla pericolosa fibrillazione atriale».