Archive for September 30, 2017

Per le malattie cardiovascolari quasi 18 milioni di morti l’anno

Le iniziative

Molte attività vengono organizzate in tutta Italia da varie istituzioni anche con il coordinamento dell’Associazione Fondazione Italiana per il Cuore e la collaborazione di CONACUORE e della Federazione Italiana di Cardiologia. L’elenco sul sito www.conacuore.it. In occasione della Giornata Mondiale per il Cuore, sabato 30 settembre il Centro Cardiologico Monzino propone un evento sulla prevenzione: “Camminare, ridere, ballare. Medicine del cuore senza effetti collaterali” (Aula magna Centro Cardiologico Monzino, via Carlo Parea 4, Milano, ore 10; www.cardiologicomonzino.it). Spiegano gli organizzatori: «”Ridere fa bene al cuore” non è solo un modo di dire ma comporta numerosi benefici fisiologici, psicologici, spirituali, sociali e sulla qualità della vita delle persone». Durante la mattinata, i nostri esperti parleranno delle camminate che fanno bene al cuore e dell’importanza dell’attività fisica, con una particolare attenzione al ballo del tango. A Torino, Cardioteam Foundation Onlus organizza l’evento-dibattito “A tavola con il cuore” (venerdì 29 settembre, ore 18, l’Educatorio della Provvidenza, c.so Trento 13 angolo c.so Govone 16/a), mentre fino a domenica 30 settembre (al Parco Ruffini, c.so Trapani angolo c.so Rosselli) sarà presente il CardioVan della Fondazione che mette a disposizione un ecocardiogramma gratuito (per prenotarsi, chiamare il numero verde 800.775590) nell’ambito della Campagna nazionale di screening degli aneurismi dell’aorta ascendente sulla popolazione di età compresa tra i 55 e i 75 anni.

Dov’è il defibrillatore più vicino? E come si fa a trovarlo?

Gli elenchi nelle centrali di soccorso non sono accessibili a tutti

Che cosa si può fare, allora, se una persona cade a terra davanti a noi? Potrebbero essere d’aiuto app che segnalano la presenza dei defibrillatori? Esiste una mappatura dei DAE? È disponibile a tutti? Procediamo con ordine. In primo luogo, per legge, i Sistemi di emergenza territoriale 112/118 sono tenuti ad avere l’elenco dei DAE presenti nella loro zona, sia pubblici, sia privati. Quindi gli operatori delle centrali sanno dove si trovano i defibrillatori. Mentre però i primi sono direttamente gestiti dai 112/118 stessi, che risponde anche della manutenzione, non sempre quelli privati vengono segnalati e neppure è detto che funzionino. Una mappatura nazionale accessibile al pubblico però ancora manca: nel 2015 il ministero della Salute aveva avviato un progetto, ma non se ne è saputo più nulla. Lo stesso vale per le regioni, con le uniche eccezioni di Lombardia , Piemonte e Liguria. Sul sito dell’Azienda regionale di emergenza e urgenza (www.areu. lombardia.it), il più completo, sono visibili 6.793 DAE. La Liguria ne ha mappati 599 (www.progettodaeliguria.it). Il servizio 118 del Piemonte invece ha iniziato il censimento ad aprile ed è arrivato a inserirne online oltre 1.500 (www.portaledae.sanita.regione.piemonte.it). Anche la

Diventare padri? Ma gli uomini fuggono davanti all’andrologo

La Pma come scorciatoia

«Si tratta di un totale di ben 18mila coppie che arrivano alla fecondazione artificiale e di altre 40mila che non vi ricorrono ma faticano ad avere un bebè – spiega Alessandro Palmieri, presidente Sia -. Casi in cui si “dimentica” la diagnosi e la cura di problemi maschili di fertilità, che spesso invece potrebbero essere trattati e risolti con interventi meno complicati e costosi di una Pma: abbiamo stimato che un iter che preveda da subito il ginecologo per lei e l’andrologo per lui consentirebbe risparmi per oltre 150 milioni di euro l’anno, evitando circa 8mila interventi di Pma». «Purtroppo la fecondazione assistita – continua Palmieri -, che dovrebbe essere l’ultima spiaggia quando si cerca un figlio, viene utilizzata quasi come fosse una “scorciatoia”, nonostante le procedure siano spesso pesanti: l’80 per cento delle coppie viene sottoposto a terapie di secondo o terzo livello come la Fivet (fertilizzazione in vitro con trasferimento dell’embrione, ndr)». È come se nella ricerca di un bimbo si partisse dal fondo, nell’errata convinzione che la Pma sia il mezzo più veloce per arrivare allo scopo: se non si è seguito il percorso corretto di diagnosi e cura, però, è vero il contrario, così una procedura su due fallisce.

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