Archive for December 15, 2016

Le consigliarono l’aborto selettivo, ora festeggia il diploma dei 5 gemelli

Nati in anticipo di 11 settimane: oggi stanno bene

La gravidanza plurigemellare può essere difficile e pericolosa per mamme e bambini e proprio a causa di questi rischi i genitori sono spesso messi sotto pressione per scegliere l’aborto selettivo. Ma Susan e Mark non volevano scegliere: «Per noi era un dono di Dio, volevamo abbracciare tutti i nostri figli». L’avventura non è certo stata una passeggiata. Susan è rimasta a riposo per mesi, la sua era una gravidanza a rischio. I bambini, Seth, Leah, Samuel, Speranza e Fede sono nati il 7 gennaio 1995 con undici settimane di anticipo, sono rimasti per settimane in terapia intensiva. «Dopo il diploma tre di loro sono diventati militari, gli altri hanno proseguito con gli studi in campo medico – racconta Susan – e ognuno di loro aveva lo stesso diritto alla vita. Ho scelto di tentare di salvarli tutti e ora loro, con i loro lavori, salveranno le vite degli altri e questo sarà possibile perché tutti e cinque sono nati»

Apnee notturne, epidemia silenziosa (e ancora troppo trascurata)

C’è chi pensa che la sonnolenza di giorno dipenda dalla stanchezza, chi che i frequenti risvegli di notte per andare in bagno siano la conseguenza dell’aver bevuto molto la sera, chi turba i sonni dei familiari perché russa ma non se ne fa troppo cruccio. Moltissimi italiani che soffrono della sindrome da apnee ostruttive nel sonno non immaginano di avere un problema, non arrivano a una diagnosi, non si curano. Peccato che, stando a quanto emerso da una recente tavola rotonda sul tema promossa dall’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri (Aipo), le apnee ostruttive siano un’epidemia silenziosa con conseguenze non banali: si stimano non meno di sei milioni di pazienti, di cui circa due con sintomi pesanti, tutti esposti a problemi come ipertensione, aterosclerosi, coronaropatie, ictus, maggior rischio di diabete e, ovviamente, a una qualità di vita scadente per il pessimo riposo.

Leucemia mieloide acuta: nuova cura raddoppia la sopravvivenza dei malati

Prognosi migliore nei pazienti più giovani

«La leucemia mieloide acuta è un tumore del sangue che colpisce prevalentemente soggetti di età superiore ai 65 anni – spiega Pellegrino Musto, ematologo e direttore scientifico del Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata (Crob) di Rionero in Vulture -. Si tratta di una malattia generalmente con una prognosi non favorevole, ma clinicamente e biologicamente piuttosto eterogenea, con possibilità di guarigione variabili in funzione dell’età di insorgenza (la prognosi è migliore nei pazienti giovani), delle condizioni generali dei pazienti (suscettibili o meno per chemioterapie aggressive) e di specifiche alterazioni del Dna presenti alla diagnosi». La cura standard per questa neoplasia ha circa 40 anni e si basa, in malati con meno di 65 anni, su una combinazione di chemioterapici che gli ematologi chiamano «3+7»: prevede la somministrazione di daunorubicina per 3 giorni e citarabina per 7 giorni. Nei pazienti più giovani possono avere un ruolo anche il trapianto di cellule staminali autologhe (con cellule dello stesso paziente) o, soprattutto, allogeniche (con cellule derivanti da un donatore familiare o da registro). «In alternativa – continua Musto -, per le persone più anziane o in condizioni che non consentono un trattamento intensivo c’è la possibilità di una terapia più “leggera” con i cosiddetti agenti ipomentilanti (azacitidina e decitabina). Oppure una semplice terapia di supporto (trasfusioni), associata eventualmente a una blanda chemioterapia orale». 

Con guanto hi-tech sei quadriplegici mangiano e bevono da soli

Come funziona il guanto hi-tech

Le persone che sono riuscite a muovere le mani grazie al guanto hi-tech sono 5 uomini e 1 donna di età compresa fra 14 e 30 anni. Hanno preso una bottiglietta di plastica per versare l’acqua in un bicchiere e afferrato con le dita delle patatine e una carta di credito. Il sistema traduce attività del cervello e movimento degli occhi in comandi di apertura e chiusura della mano, trasmessi con una tecnologia wireless. La sperimentazione, cui l’Italia ha partecipato anche con Fondazione Don Gnocchi di Firenze e ospedale San Camillo di Venezia, è stata condotta in Spagna, nell’istituto Guttmann di Barcellona. «In Italia contiamo di preparare entro il 2017 il protocollo per una nuova sperimentazione», ha detto spiegato Maria Chiara Carrozza, che ha coordinato la ricerca per l’Italia con Nicola Vitiello, entrambi dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Sant’Anna.

Perché capita di aumentare di peso quando si pratica attività fisica

I comportamenti «compensativi»

Questo “fenomeno” largamente osservato può dipendere almeno da due fattori. Come mostra anche una revisione di studi del 2013, le persone sedentarie che a un certo punto iniziano a fare sport non perdono peso quanto si aspetterebbero specie a causa dei cosiddetti comportamenti “compensativi”. In generale, l’esercizio fisico di per sé non è sufficiente per dimagrire, inoltre muoversi ci spinge a mangiare di più. Diversi studi hanno dimostrato, infatti, che quando si inizia un allenamento, il corpo aumenta la produzione di ormoni che stimolano l’appetito. Questa reazione sembra essere più pronunciata se qualcuno inizia a praticare un’attività fisica aerobica che comporta uno sforzo moderato.

Recent Entries »