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William muore di sepsi, la madre diventa testimonial di una campagna (e salva un altro bambino)

La campagna

Il primo ha per protagonista Melissa Mead, che mostra in silenzio cartelli che spiegano dettagliatamente i sintomi della malattia e invita i genitori a intervenire con tempestività. Perché salvarsi dalla sepsi è possibile e spesso accade grazie alla consapevolezza dei genitori. Come nel caso di Jenny Taft, commercialista 28enne che pochi giorni fa è stata in grado di riconoscere la malattia e di salvare la vita del suo piccolo Freddie. Ai giornali ha raccontato che il merito va a Melissa Mead, di cui mamma Jenny aveva letto la storia. Di fronte al proprio bimbo febbricitante e non reattivo, la Taft si è ricordata di William, dei rischi della sepsi ed è corsa in ospedale. La campagna promossa dal ministero servirà proprio a informare i genitori e a spingerli ad intervenire. A lanciarla nei giorni scorsi è stato il ministro della salute Jeremy Hunt, che ha spiegato pubblicamente come, avendo tre figli piccoli, sia stato particolarmente toccato dai racconti dei genitori che hanno perso i loro piccoli per via di questa patologia. «Sono rimasto sconvolto quando ho saputo per la prima volta della storia di Melissa Mead – ha detto il ministro – e ho pensato che questa campagna fosse fondamentale». Il progetto prevede la sensibilizzazione dei genitori dei bimbi fino a quattro anni, informazioni approfondite ai medici e sedute di aggiornamento sull’argomento e uno schema di intervento tempestivo fin dai primi sintomi. Per evitare che la storia di William si ripeta.