Archive for December 8, 2016

Leucemia mieloide acuta: nuova cura raddoppia la sopravvivenza dei malati

Prognosi migliore nei pazienti più giovani

«La leucemia mieloide acuta è un tumore del sangue che colpisce prevalentemente soggetti di età superiore ai 65 anni – spiega Pellegrino Musto, ematologo e direttore scientifico del Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata (Crob) di Rionero in Vulture -. Si tratta di una malattia generalmente con una prognosi non favorevole, ma clinicamente e biologicamente piuttosto eterogenea, con possibilità di guarigione variabili in funzione dell’età di insorgenza (la prognosi è migliore nei pazienti giovani), delle condizioni generali dei pazienti (suscettibili o meno per chemioterapie aggressive) e di specifiche alterazioni del Dna presenti alla diagnosi». La cura standard per questa neoplasia ha circa 40 anni e si basa, in malati con meno di 65 anni, su una combinazione di chemioterapici che gli ematologi chiamano «3+7»: prevede la somministrazione di daunorubicina per 3 giorni e citarabina per 7 giorni. Nei pazienti più giovani possono avere un ruolo anche il trapianto di cellule staminali autologhe (con cellule dello stesso paziente) o, soprattutto, allogeniche (con cellule derivanti da un donatore familiare o da registro). «In alternativa – continua Musto -, per le persone più anziane o in condizioni che non consentono un trattamento intensivo c’è la possibilità di una terapia più “leggera” con i cosiddetti agenti ipomentilanti (azacitidina e decitabina). Oppure una semplice terapia di supporto (trasfusioni), associata eventualmente a una blanda chemioterapia orale».