Unghie, la guida per l’uso corretto dei diversi tipi di smalto: su «Corriere Salute» in edicola gratis giovedì

Unghie curate e smalti colorati. Per capire quanto manicure e pedicure impeccabili siano diventate una moda basta guardarsi attorno. Senza considerare che l’arrivo di smalti semi-permanenti e gel, che durano alcune settimane e non pochi giorni come quelli tradizionali, permette di sentirsi in ordine per lunghi periodi, soprattutto con l’arrivo della bella stagione.

I rischi di manicure aggressive

Ma le unghie non soffrono di questo continuo ricambio di vernici, senza mai lasciate essere libere di «respirare»? Su Corriere Salute in edicola giovedì 20 giugno gratis con il Corriere della Sera un articolo è dedicato alle regole da conoscere per l’uso corretto dei diversi tipi di smalto e per evitare i rischi collegati a manicure e pedicure aggressive (fai-da-te o affidate a operatori non professionisti). Inoltre nell’inserto trovate una scheda esplicativa sui segnali di cattiva salute delle unghie, dall’assottigliamento alla comparsa di macchie, con la relativa spiegazione.

«Mio figlio e l’alimentazione selettiva Ci sono rischi per la sua crescita?»

Pubblichiamo la domanda inviata da un lettore al forum Pediatria e la risposta data da Giuseppe Banderali, pediatra e neonatologo, direttore Pediatria e Neonatologia Ospedale San Paolo – ASST Santi Paolo e Carlo, Milano.

Buongiorno dottore, ho un figlio di 2 anni con problemi di alimentazione. Recentemente ho sentito parlare di una malattia che si chiama ARFID: ci ho ritrovato molto di mio figlio. Potrebbe spiegarmi qualcosa di più in merito?
Giulia

Sei un tipo ansioso? Probabilmente sei anche più intelligente

Ma l’ansia gioca brutti scherzi

In un’altra ricerca, realizzata dagli stessi psicologi i ragazzi più intelligenti sono risultati anche quelli che più precocemente si allarmavano per la presenza nelle loro stanze di odori potenzialmente pericolosi, come quello di fumo. Risultati convergenti vengono da una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Personality and Individual Differences . Oltre cento studenti canadesi sono stati sottoposti a indagini psicologiche che esploravano il loro livello di ansia, messo poi a confronto con i risultati dei test di quoziente intellettivo. Anche in questo caso, la correlazione è stata netta, soprattutto per quanto riguarda un certo tipo di intelligenza, quella linguistico-verbale, ossia l’abilità di comprendere le parole e di esprimersi verbalmente o di giocare con le parole. Sono proprio tali abilità che portano queste persone a immaginare ed esplorare spontaneamente le possibili conseguenze di situazioni e comportamenti, arrivando a realizzare una condizione di «ruminazione» mentale che è una delle caratteristiche dell’ansia. Ed è proprio grazie a tali ruminazioni che si riesce a stare lontano dai pericoli, ma pagando il prezzo di vedere rischi laddove non ci sono. Secondo quanto riportato da Alisa Williams e Pauline Prince nel loro articolo, gli individui ansiosi, pur essendo spesso più intelligenti, finiscono poi per avere in pratica prestazioni meno brillanti di quanto potrebbero realizzare. «Quando sono sotto pressione nello svolgere un compito, la loro intelligenza fluida risulta ridotta» dicono le due psicologhe, «probabilmente perché la memoria di lavoro è monopolizzata dai pensieri ansiosi, come le preoccupazioni e la ruminazione, elementi caratteristici dell’ansia, che comportano un eccessivo soffermarsi su immagini e pensieri negativi, collegati al timore di fallire. Così queste persone non riescono del tutto a mettere la loro intelligenza e i loro pensieri al servizio del compito che dovrebbero svolgere».

Zanzare: le armi per domarle. Su Corriere Salute in edicola gratis giovedì

Sono moleste, insopportabili, qualche volta anche pericolose. Come liberarsi dalle zanzare? E come gestite il pomfo, con il relativo prurito? Su Corriere Salute in edicola giovedì gratis con il Corriere della Sera quattro pagine sono dedicate alla lotta senza quartiere a questi insetti che rovinano le serate (e non solo quelle nel caso della zanzara tigre) della bella stagione. Perché qualcuno le attira più degli altri? Quali malattie portano?

Un’analisi dei rimedi possibili e, come al solito anche qualche curiosità culturale, che spiega, fra l’altro, come sia possibile che, a cominciare da Walt Disney, molti autori siano riusciti a farci diventare simpatici i topi mentre con le zanzare non ci riesce (e nemmeno ci prova) proprio nessuno. Eppure, a malincuore, pare che si debba ammettere che persino loro abbiano un ruolo nell’ecosistema. Basta che non ci dicano che se non ci fossero bisognerebbe inventarle, perché ci potrebbe… saltare la mosca al naso.

«Mia madre sta male, e io anche» Ansia e depressione sono contagiose?

Pubblichiamo la domanda inviata da un lettore al forum Psichiatria e la risposta data da uno dei nostri esperti, il dottor Giancarlo Cerveri, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Psichiatria dell’ASST (Aziende Socio Sanitarie Territoriali) di Lodi.

Mia madre sta attraversando un periodo di forte depressione. Ho 24 anni e anche il mio umore spesso è «nero». Vivo con i genitori e quindi ogni giorno mi trovo a contatto con la tristezza della mamma. Sono preoccupata per lei, anche se recentemente ha finalmente deciso di rivolgersi a uno psichiatra, ma lo sono anche per me e mio padre. In altri termini, la malattie mentali possono essere ereditarie o «contagiose»? Inoltre lo psichiatra ha detto che mia madre soffre sia di ansia che di depressione: le due malattie sono sempre associate?

Le tre regole d’oro (facili e a costo zero) per non ammalarsi di cancro

Nuove terapie, sempre più efficaci e sempre meno tossiche. Nuovi sofisticati strumenti diagnostici. Moltissime innovative tecnologie utili per raccogliere dati ed elaborare velocemente le informazioni più disparate. Nei giorni scorsi a Lecce si è parlato di questo e molto altro, durante il congresso annuale del Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri (CIPOMO), dove vari specialisti si sono confrontati uniti da un obiettivo comune: prevenire i tumori e curare al meglio chi si ammala.C’è una cosa che stenta però a uscire dalle sale dei congressi e a entrare nella testa delle persone: quanto sono importanti gli stili di vita. Fare movimento, mangiare bene e non avere chili di troppo si confermano tre regole d’oro nella lotta ai tumori. Per i sani e per chi di cancro si è già ammalato, ma spera di non avere ricadute. «Oltre un terzo delle neoplasie non si svilupperebbero a fronte di stili di vita corretti – sottolinea Mario Clerico, past president del CIPOMO -. Alcune semplici regole, insieme alla pratica costante dei controlli di diagnosi precoce, permettono non solo di ridurre l’incidenza dei tumori, ma anche di trattare più efficacemente le persone già in cura».

I parametri da monitorare per il sovrappeso

«È stata ampiamente dimostrata la responsabilità del peso, della dieta e dell’attività fisica nei confronti del rischio di contrarre malattie diverse (vari tipi di cancro, ma non solo) e con la mortalità in generale – dice Clerico -. Innanzitutto è quindi importante mantenere il giusto peso, che è collegato all’altezza. Viene espresso attraverso l’indice di massa corporea (BMI, Body mass Index), che si ottiene dividendo il peso (espresso in chilogrammi) per il quadrato dell’altezza. Per esempio, se un uomo pesa 75 chili ed è alto 170 cm il suo BMI sarà di 24,5, che è normale: si considera sottopeso chi ha un indice inferiore a 18,5, in sovrappeso quando è compreso fra 25 e 30, obeso se uguale o maggiore di 30». Il BMI rappresenta un indice approssimativo poiché non tiene conto del tipo di costituzione fisica, della localizzazione dell’adipe e delle masse muscolari. Un altro valore da considerare è la circonferenza della vita (misurata all’altezza dell’ombelico), che è un indice del tessuto adiposo addominale in relazione al rischio di malattie cardiovascolari e dismetaboliche e che non dovrebbe superare gli 80 centimetri.

Sul Corriere Salute gratis giovedì: «Cosa bisogna sapere prima di fare un tatuaggio (per non pentirsi)»

I tatuaggi piacciono molto agli italiani e secondo l’Istituto Superiore di Sanità ben sette milioni di persone ne hanno almeno uno. Cresce però anche il numero dei “pentiti”. Vale quindi la pena informarsi bene prima di farsi tatuare anche in visto di un’eventuale “dopo”. Da sapere c’è, per esempio, che nel caso si voglia togliere un disegno non tutti i colori sono cancellabili con risultati altrettanto soddisfacenti, che le sedute possono essere anche piuttosto dolorose e il loro costo aggirarsi intorno a diverse centinaia di euro ciascuna. Sul Corriere Salute in edicola domani gratis con il Corriere della Sera quattro pagine saranno dedicate a questo tema, con un approfondimento anche su tutte le precauzioni da prendere per evitare rischi di infezioni, allergie o altri problemi. Tenendo presente che i tatuaggi possono essere anche usati a scopo medico, per esempio nel caso in cui si voglia mimetizzare una cicatrice o i segni di una malattia. Infine qualche curiosità culturale e storica: non tutti sanno che Winston Churchill era tatuato (come sua madre del resto) e che in Giappone è meglio avere un tatoo può rendere impossibile accedere ad alcuni luoghi pubblici.

Denti bianchissimi, ma senza rischiare di perdere lo smalto

Attenzione all’ipoclorito che attacca lo smalto

Non significa però che gli sbiancanti possano essere usati come acqua fresca, perché qualche pericolo c’è eccome, come spiega Carlo Ghirlanda presidente dell’Associazione nazionale medici dentisti (Andi): «Alcuni prodotti in vendita sul web per esempio contengono ipoclorito, una sostanza che sembra efficace sul momento ma che attacca lo smalto erodendolo e rovinandone lo strato superficiale. Alla lunga in questo modo denti si potrebbero danneggiare, portando a un aumento della sensibilità locale e a un maggior pericolo di carie. Per questo quando si sceglie un trattamento sbiancante è importante essere sempre seguiti dal dentista e non avventurarsi nel fai da te». Rivolgersi all’odontoiatra significa anche scongiurare il rischio di incappare in prodotti che abbiano un pH acido, perché gli studi mostrano che si può intaccare lo smalto già con valori di pH compresi fra 4 e 5,5 presenti in alcune formulazioni in commercio; sul web, poi, gli sbiancanti possono arrivare da Paesi al di fuori dell’Unione Europea e quindi essere pericolosi perché non rispettano la normativa attuale. «Esiste infatti una direttiva europea (la 84/2011, ndr) che stabilisce il contenuto di perossido di idrogeno ammesso negli sbiancanti, indicando le modalità d’uso: in dentifrici, collutori e altri prodotti acquistabili in autonomia la concentrazione deve essere inferiore allo 0,1 per cento», spiega Breschi. «Sono metodi con un’efficacia molto scarsa se non nulla, mentre se contengono anche particelle abrasive possono rivelarsi pericolosi: se usati troppo a lungo, infatti, possono portare a sviluppare una sensibilità irreversibile ai denti per la continua micro-abrasione dello smalto. Servono a poco, poi, pure le “penne” sbiancanti: funzionano come una sorta di lucidalabbra perché applicano sul dente materiali ottici riflettenti, però l’illusione ottica svanisce dopo pochi minuti».

Nuovi spiragli di cura per il tumore al pancreas con mutazione “Jolie”

Si accende una luce di speranza per alcuni pazienti con tumore al pancreas: quelli portatori di mutazioni dei geni, chiamati Brca 1 e Brca2, come lo è l’attrice americana Angelina Jolie. 

Dopo la chemioterapia

Uno studio chiamato Polo, presentato in sessione plenaria al congresso dell’American Society of Clinical Oncology in corso a Chicago e pubblicato in contemporanea sul New England Journal of Medicine ha dimostrato che un farmaco, chiamato olaparib, è in grado di dimezzare la progressione della malattia in pazienti con tumore al pancreas metastatico, a patto che siano stati trattati in precedenza con una chemioterapia a base di platino e abbiano reagito positivamente. 

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